L'Italia sbaglia di tutto e a Rio ci va la Croazia

Slavi in vantaggio per quasi tutta la partita, ma costretti ai supplementari. Poi Azzurra spreca

Oscar Eleni

Il diavolo fa le pentole, ma poi servono i coperchi e per l'Italia del basket ieri è stato un altro giorno di sconfitta: niente Olimpiadi dove invece andrà la Croazia di Aza Petrovic che ci ha eliminato vincendo 84-78 ai supplementari.

Peccati di gola nell'aria melensa di chi vedeva in questa nazionale la squadra più forte di sempre. Un abbaglio, una menzogna che il campo ha smascherato.

Paghiamo tutto in una notte balorda, in una partita cominciata male e finita peggio, interrotta per 23' a causa di un quasi blackout all'elettronica, una figuraccia in più.

Non si salva nessuno nella notte dei tornenti dove Saric 18 punti 13 rimbalzi, Simon 21 punti e Bogdanovic 26, ci fanno neri.

Noi pensavamo di avere i dioscuri, di avere talentoni. Non è così. Gallinari ha dato il massimo, ma le sue energie sono svanite nella lotta finale. Datome è arrivato sottopeso ed è uscito sottostimato dalla sfida con i croati. Belinelli ha giocato al contrario nella partita dove serviva saggezza, ma lui, almeno aveva la scusa della maschera che invece ha portato soltanto per nascondere le sue carenze il Bargnani vuoto come un canna da palude.

Hanno sbagliato tutti e dispiace che sia caduto nella trappola Messina a cui deveno aver raccontato tante bugie sul valore di questa Azzura che si è rivelata tenera più che mai e non sarà alle olimpiadi per la terza volta consecutiva come da triste profeszia del recalcati che ha vinto ad Atene l'ultimo argento con l'Italia.

Partita con idee sbagliate dall'avvio anche se mettere gentile in quintetto al posto di Datome sembra logico anche perchè Rodomonte segna i primi 6 punti, saranno gli unici della sua partita ambigua, confusa.

Meno 7 al primo intervallo (12-19) dove almeno Cusin ci aveva dato qualche speranza per avere dalla panchina aiuti che servivano a giocatori sfiatati, sfiniti dalle troppe carezze, dai selfie in salotto.

Anche il secondo quarto, quello dove Gallinari mascherava le colpe di grupo, niente da fare: 34-39 per i croati nella notte dove il basket di scuola slava stava prendendosi il palcoscenico.

A Belgrado, davanti a 16 mila persone la Serbia ha sbriciolato Portorico (60-27 dopo 20', oltre 100 alla fine), a Torino era la scuola croata bene rappresentata dal fratello di Drazen a toreare i nostri giovanotti considerati eroi da chi non sa davvero cosa dice. Altro che squadra più forte di sempre. Nelle chiacchiere caro presidente Petrucci e la colpa non era davvero tutta di Pianigiani.

Nel terzo quarto abbiamo visto più da vicino il nemico che stava invadendo le nostre illusioni: 52-54.

Era l'ultimo tempo a dirci quasi tutto. Perduti, riacciuffati da un tap in di Melli per il supplementare, quello del castigo definitivo.

Ci sarebbe da nascondersi ma, come sempre, vedrete qualcuno troverà la scusa per salvare i cavoli avendo perduto la capra.