L'Italia sempre più baby parte da lontano

L'Under 20 oggi con l'Inghilterra va a caccia della prima finale mondiale

È il giorno: oggi alle 20 di Jeonju (le 13 italiane, diretta su Eurosport e finalmente anche in chiaro su Raisport) l'Under 20 ha un altro appuntamento con la storia. Dopo aver raggiunto per la prima volta le semifinali gli azzurrini chiedono strada pure all'Inghilterra, l'obiettivo è la finale con la vincente di Uruguay-Venezuela.

Dopo anni di vacche magrissime - l'ultimo titolo europeo dell'Under 21 è datato 2004 - il calcio italiano giovanile ha ricominciato a scalare posizioni. Il primo segnale di rinascita arrivò nel 2013, quando la selezione allenata da Devis Mangia con Verratti, Insigne, Immobile, Florenzi e Gabbiadini tornò in finale a distanza di 9 anni. Poi una fioritura improvvisa di talenti che pian piano si stanno prendendo la nazionale maggiore: Rugani, Romagnoli, Caldara, Conti, Zappacosta, Spinazzola, Gagliardini, Pellegrini, Bernardeschi, Berardi e Belotti, solo per citarne alcuni. Oltre ovviamente a Donnarumma che coi suoi 18 anni fa categoria a sè. Molti di loro costituiscono l'ossatura di un'Under 21 che tra 10 giorni giocherà per vincere gli Europei in Polonia.

Ma non si tratta di una coincidenza fortunata, una di quelle generazioni che vengono fuori ciclicamente e anche un po' casualmente. Perché se dietro ai ragazzi di cui sopra c'è già una terza linea «verde» che si sta mettendo in mostra significa che questi risultati sono il frutto di un lavoro che viene da lontano, quando le giovanili azzurre erano all'anno zero. Lo ha spiegato bene Alberigo Evani, ct di questa Under 20 che in federazione ci lavora ormai da 7 anni: «Quando Sacchi pensò a me fui lusingato - ha detto l'ex centrocampista del Milan più bello di sempre -, è stato un cammino lungo perché all'inizio c'era una differenza enorme con altre nazioni. Germania, Francia, Spagna e non solo erano lontanissime, oggi ce la giochiamo alla pari con tutte le nostre rappresentative».

Che l'Italia sia super competitiva anche coi giovanissimi è una novità, di solito i nostri maturano più tardi rispetto agli africani, ai sudamericani e anche ai pari età europei. Neanche quando vincevamo tutto con Cesare Maldini (generazioni che poi arrivarono a esprimere la squadra campione del mondo nel 2006) eravamo arrivati a certi livelli con l'Under 19 e con l'Under 20. Diversi giocatori che fanno parte del gruppo di Evani 11 mesi fa arrivarono alla finale degli Europei Under 19: persero 0-4 con la Francia e si sono vendicati eliminandola la settimana scorsa, ora vogliono arrivare in fondo per completare la rivincita.

Oggi mancherà Pezzella, espulso ingiustamente con lo Zambia, ma in compenso torna capitan Mandragora che la sua squalifica l'ha scontata. Sarà dura, i «leoncini» inglesi fin qui hanno messo insieme 4 vittorie e un pari con 8 reti all'attivo e solo due subite. Sugli spalti a godersi lo spettacolo ci sarà anche Marco Van Basten: da responsabile dello sviluppo tecnologico della Fifa viene a controllare i progressi della Var, ma sotto sotto farà anche un po' di tifo per il suo amico «Bubu» Evani.