L'Italvolley infiamma subito il Foro

Esordio ok: steso il Giappone. Undicimila in festa con Mattarella

Italia-Giappone si poteva anche non giocare, nel senso che gli azzurri non potevano perdere set. Sono troppo più forti, succederà così anche con i domenicani, il resto è più complicato, a partire dal Belgio di Andrea Anastasi, giovedì a Firenze. C'è un girone da vincere, per giocare a Milano o a Bologna, per non finire in Bulgaria, c'è un mondiale iniziato con gli 11mila al foro italico, di cui 300 volontari e 250 dell'organizzazione. Il meglio del volley italiano era a Roma, i tri campeao del '90, '94 e '98. Si rivedono volentieri, anche fra di loro, gli azzurri di secondo piano, non solo il mito di longevità Samuele Papi, oppure Luca Cantagalli, vice di Velasco a Modena. Giretto, Martinelli, gente sparita dai riflettori.

Si accendono all'inno, all'ingresso del presidente Mattarella, del gran cerimoniere Malagò, che abbraccia Mario Pescante, fra i predecessori al Coni. Tutti in piedi per Mameli, per i primi punti, lo speaker e Rai2 esaltano Zaytsev e Colaci, il capitano e il libero, insomma proprio tutti, anche i panchinari. Nel salotto della tv c'è Gigi Mastrangelo.

Il test con i nipponici non è probante, sono bassi e non tengono, nei finali di set, più o meno come la Cina che aveva strappato un parziale in due amichevoli.

Questa era l'ouverture, il resto sarà sparso fra Firenze e Bari, fra 4 campi bulgari e Milano e Bologna, poi tutti a Torino. I migliori sono qua, poteva giusto servire qualche vecchio attaccante di qualità, tipo Lasko e simili. Blengini punta su questo gruppo anche per Tokyo, possono resistere tutti a parte magari Juantorena e Colaci, che avranno 35 anni. È il mondiale anche di un allenatore ex Italia, Raul Lozano, argentino alla Cina, e di italiani di origine, il friulano Toniutti è il palleggiatore della Francia. Già 70mila biglietti venduti, molti esauriti. Grandi mesi, sottorete, con anche l'Italdonne vincenti al torneo di Montreaux e le under 19 d'argento europeo, dietro la Russia.