L'occhio di falco? Federer ci vede meglio

nostro inviato a Wimbledon

Se cercate su internet, trovere un forum tennistico dedicato: “perché Roger Federer non è mai contento dell'Occhio di Falco?” Praticamente un caso, anche perché in effetti Roger Federer non è mai contento dell'Occhio di Falco, ovvero quel sistema tecnologico che da un po' di tempo sui campi migliori del mondo sostituisce l'arbitro in alcune chiamate. Il regolamento è questo: i giocatori hanno 3 «challenge» per set, ovvero possono sfidare la decisione del giudice di linea sul fatto che la palla sia effettivamente dentro o fuori. Se vince il giudice si consuma il «challenge», se vince il giocatore tutto resta come prima. Una scommessa, che statistiche alla mano Federer perde spesso. Insomma: il più grande giocatore dell'era moderna contro la più grande invenzione del tennis d'oggi. Una vera sfida, cominciata a Wimbledon 2007 durante la finale contro Nadal, quando Roger contestò una chiamata del computer a suo sfavore: «Come puo dire che questa palla è dentro? Spegnetelo, è chiaro che non funziona». Non lo spensero, vinse lo stesso. Ma da allora è guerra.

Otto anni dopo, la storia si ripete: lo svizzero supera al terzo turno il bombardiere Groth e poi alla fine storce il naso in sala stampa, con un'aria corrucciata che non va di pari passo con la sua forma smagliante: «Dite che sono contro l'Occhio di Falco? Questo è divertente perché non è vero, però non sono completamente a favore». In realtà la questione pare tutta svizzera: «Quello che dico è che non sono sicuro che sia preciso al 100%: diciamo che lo è al 99, ma io vedo ancora chiamate che proprio non capisco. E poi: quando arriva la sera lo spengono perché la luce non garantisce il risultato. E allora io dico che dovrebbero interrompere anche i match». A questo punto se chiedete a quelli del forum, vi diranno che Roger è un po' strano: odia l' Hawk Eye ma è uno di quelli che lo chiama più spesso. Però dice che ama le tradizioni, anche se poi ce l'ha con gli organizzatori che quest'anno hanno ristretto ancor di più la regole del predominantly white . Niente colori su magliette o suole delle scarpe. Quindi, forse, niente soldoni dagli sponsor. E allora, più che avercela con l'Occhio di falco, Roger forse ha solo l'occhio lungo. Su come farsi rispettare a Wimbledon.

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