L'ombra di Conte irrita Spalletti Allegri-Agnelli giorno verità

Davide Pisoni

Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri sono due toscani. Hanno modi differenti. Ma la scintilla è la stessa. Ed entrambi convivono con le voci sulla loro panchina. Uno va sopra le righe e sembra sempre alla ricerca di un nemico, l'altro si diletta con l'ironia pungente ma sa anche sbottare, basta ricordare il siparietto con Adani. Il tecnico interista dopo la vittoria con il Chievo, che gli ha messo in tasca un altro pezzo di Champions (ora basta una vittoria tra Napoli ed Empoli per la certezza aritmetica e non dipendere dalle altre), è entrato a gamba tesa: «Mi danno del bollito, alla frutta. Queste sono offese. Ma non sono nervoso». Anche se non sembra. A chi diceva che sembrasse rassegnato, ha replicato a muso duro: «Ho così tanta determinazione, che mi avanza. E lei ha il musino bianco...». A un cronista che stava facendo il suo lavoro. Una stonatura inutile, di chi magari sente che gli stanno sfilando la panchina. Si ritorna sempre alle voci sussurrate dai «Robert Redford...», a quell'Antonio Conte ormai sulla porta e con lui Lele Oriali. C'è un'intesa di massima raggiunta con l'Inter. «Sono tre mesi che girano, qualcosa deve esserci di vero...», lo sfogo di Spalletti.

E sul nome dell'ex ct si sono intrecciati i destini di Spalletti e Allegri, perché a lungo l'allenatore pugliese è stato accostato anche alla panchina della Juventus. E oggi sarà un giorno importante per la Signora, almeno dovrebbe esserlo (non si sa mai) per mettere fine a un tormentone che si trascina dal giorno della conquista dello scudetto. In programma c'è l'incontro tra il presidente Agnelli e l'allenatore. È stato lo stesso Allegri a rivelare l'appuntamento: «Ci vedremo mercoledì». Si scopriranno le carte. Il tecnico vuol mettere mano alla rosa con quattro-cinque interventi pesanti, la società sarebbe dell'idea di pochi innesti mirati. Bisogna fare i conti con il bilancio. Si proverà a trovare un punto d'incontro definitivo, senza tralasciare il discorso rinnovo perché Allegri va a scadenza nella prossima stagione. Non tanto per i soldi, quanto la durata offerta dell'eventuale rinnovo potrebbe incidere sull'esito del vertice. Se dovesse saltare il tavolo, ecco che bisognerebbe tornare alla ressa di nomi per l'erede di Max. Ma Agnelli non si farebbe trovare impreparato.