Longo Borghini, bici di bronzo nel giorno della grande paura

L'azzurra, figlia dell'ex fondista Dal Sasso, guida la rimonta su un'americana e finisce terza. Van Vleuten, caduta spaventosa

Antonio Ruzzo

É bronzo. Nel ciclismo ci salvano le donne. Sui 136 chilometri terribili del circuito di Grumari, sulla salita Vista Chinesa su cui Vincenzo Nibali aveva costruito un capolavoro scivolato via in discesa, le ragazze si sono date battaglia fino all'ultimo metro. Ed Elisa Longo Borghini è riuscita mettersi al collo un bronzo che ad un certo punto sembrava perso. Ma ci ha creduto fino alla fine. Terza alle spalle dell'olandese Anna Van der Breggen, oro, e della svedese Emma Johansson, argento.

Un finale che non ti aspetti ma sul lungomare di Copacabana, spazzato dal vento dell'Oceano, ci si può anche piantare a cento metri dal traguardo. E così è successo a Mara Abbott l'americana regina del Mortirolo che si è vista sfumare l'oro e una medaglia dopo aver fatto il vuoto sulle rampe di quel Ghisallo carioca con l'altra compagna di fuga l'olandese Anne van Veuten, poi caduta rovinosamente in discesa. Già la discesa. Sempre quella. La stessa dove Nibali si è spezzato una clavicola lasciando sull'asfalto viscido i suoi sogni olimpici. Una discesa folle, pericolosa, con pezzi di marciapiede sporgenti protetti in qualche modo. Difficile pensare di organizzarci anche una garetta di strapaese dalle nostre parti. Ma a Rio ci hanno fatto passare la gara olimpica. Agli uomini è andata più o meno bene. Sono caduti in tanti, ogni giro un paio, ma se la sono cavata tutti con qualche ammaccatura. Anne van Vleuten, l'olandese che corre per il l'Orica-AIS, specialista delle classiche, vincitrice della coppa del mondo su strada 2011, invece ha rischiato grosso. Era andata via a metà di una serie di curve velocissime ma a 10km dall'arrivo, poco dopo il punto dove era caduto Nibali, si è schiantata finendo larga in un curva. Un'immagine che ha fatto temere il peggio, che ha fatto pensare all'incidente che al Giro qualche anno fa costò la vita a Wouter Weylandt, il belga che perse la vita in una discesa verso Chiavari. La Van Vleuten è rimasta a terra senza dar segni di vita, attimi di paura fin quando sono arrivati i soccorsi che l'hanno portata in ospedale sotto shock ma non in pericolo di vita.

Il resto è tutto in uno sprint. Per noi, per la felicità azzurra, sul podio sale Elisa Longo Borghini, piemontese di Ornavasso, figlia di Guidina Dal Sasso, ex sciatrice di fondo, campionessa italiana a cronometro regina di Fiandre, Route de France. Brava, determinata ma soprattutto tenace. E, non avrà neppure il tempo di guardarsela troppo la sua medaglia. Dopodomani c'è la crono, la sua gara, e lei ci sarà...