È l'Open d'Italia delle sorprese Vince Karlberg, sfonda Scalise

E dopo il finale, venne il finale. Quel finale a sorpresa che nel golf si chiama play-off e che per colpa (o merito) di una pallina che sfiora la buca ma non entra, rimanda il favorito del torneo ,il tedesco Martin Kaymer, ai tempi supplementari. E ai tempi supplementari, cioè dopo aver ripetuto per la seconda volta la diciottesima buca, costringe lo stesso Kaymer a cedere primato ad un outsider della vigilia, lo svedese Rikard Karlberg. Vince Karlberg, 28 anni, dunque, raccoglie applausi e tifo da stadio Kaymer ma brilla anche un ventenne italiano, poco conosciuto (con tutto l'amicale rispetto) che professionista non è nemmeno. È il timbro, per chi ama mettere i timbri, che suggella l'Open d'Italia di golf numero 72, conclusosi ieri sul tracciato, ritagliato nel Parco di Monza. Un sequel di sorprese lungo almeno quanto le 72 (più due) buche della più importante maratona agonista professionale ospitata nel nostro Paese. Con nomi e cognomi che meritano di venire annotati e ricordati per gli anni a venire. A cominciare, ovviamente da Rikard Karlberg, nativo di Gotheburg che all' “Open by Damiani” ha fatto jackpot portando a casa l'assegno di 250 mila euro in palio per il vincitore del titolo. E l'azzurro che ha rappresentato l'altra grande sorpresa?

È il dilettante Lorenzo Scalise, 20 anni, che per la verità con piglio e sicurezza giocando qui, davanti ad un pubblico più che amico, è sembrato indossare i panni del “pro”anzitempo che gli hanno fruttato l'undicesima posizione in classifica e la palma di migliore degli italiani in gara. Per il resto tanti sorrisi, tante strette di mano ma niente denari perché il suo status amatoriale non glielo consente. Ma tant'è , Lorenzo per sua stessa ammissione non «rosica» ed è soltanto felice di ritrovarsi «là in alto, con i grandi». «Sicuramente sono riuscito a fare ciò che avevo in mente. Mi sono sforzato di pensare che fosse un giorno come un altro. Domani torno negli Stati Uniti e martedì riprendo le lezioni. Studierò ancora per due anni, Poi si vedrà». Idee chiare e un percorso di vita che sembra già un fairway.