Lorenzo, Marquez e Vale. "Mai un mondiale così"

A Jerez Jorge stravince nel momento più difficile: "Ormai dubitavo di me": I rivali gli rendono omaggio. Marc 2°: "Grande". Rossi 3°: "Ha corso meglio"

Tutti presi a seguire le gesta del Vale Rossi giunto al podio numero 200, in molti non ci siamo accorti che nel motomondo stanno succedendo cose grandi e belle. Cose che, benché abbiano a che vedere con primati e vittorie, sono grandi e belle soprattutto per le profondità umane che ci regalano. A Jerez la riprova è arrivata dall'impresa firmata da Jorge Lorenzo, uno strano animale da corsa dato in crisi profonda e da sempre, nonostante talento e mondiali vinti, costretto a dimostrare di non essere un campione di serie B. Jorge che, ieri, ha stravinto in solitaria dopo aver volato per tutto il week end.

Bella storia di corsa la sua. Bella come l'altra storia regalata da questo meraviglioso Gran premio di Spagna. Perché giovedì il Vale Rossi e il Marco Marquez che, per inciso, si erano sportellati a lungo e bene in Argentina, non hanno fatto quelle cose lì da piloti di F1 tipo protestare via radio per gli sgarbi o sbottare «lo dico al team manager che ti sei comportato male così poi andrà a lamentarsi col direttore di gara che poi lo dirà al responsabile della sicurezza...». No. Nulla di tutto ciò. Il Vale Rossi ha detto solo «io e Marc non siamo amici ma c'è rispetto... come con gli altri, la sua caduta in Argentina? Tutto chiarito». E il Marco Marquez ha certificato, annuendo e aggiungendo una nota a margine: «Dal botto ho imparato dell'altro...». Come dire: caro Vale Rossi una bischerata simile non la combino più e tu occhio a esagerare con me.

Un festival di cose da uomini così lontane da altri mondi sportivi popolati da viziati e privilegiati che hanno perso il contatto con la realtà. Mondi dove l'Alonso della situazione prova ad abbattere l'autostima del rivale, eleggendo a nemico autorevole «perché più forte» o l'uno o l'altro alla bisogna. Fernando lo fece ad esempio sbeffeggiando Vettel a favore di Hamilton. Nel moto mondo non si fa. Nel motomondo se uno è stato bravo lo si dice. Magari lo si applaude anche. Cose belle e grandi. Cose da uomini veri.

Come Lorenzo non solo vincitore ma stravincitore, più forte e più veloce per tutto il week end e per di più nella gara crocevia di molte sue tensioni. Jerez Gp di casa, Jerez Gp con un pubblico che stravede per Marquez. Jerez o la va o la spacca perché compagno Rossi gli sta scappando via in classifica e nei favori del team. Lorenzo che alla fine dirà: «Sapevo che sarei tornato... Era importante farcela, ormai avevo dubbi anche su di me, non potevo restare fuori dal podio ancora... Marc, Vale? Dei fenomeni. Mai nella storia del mondiale si è visto un livello così alto: Marc è stato veloce nonostante l'infortunio, Valentino è in gran forma e le Ducati sono forti (6° Iannone, 9° Dovizioso)».

Cose belle come per Marquez secondo e battuto che ha la forza e l'orgoglio di non nascondersi più di tanto dietro il mignolo rotto la settimana scorsa e anzi dice «Jorge ha forse disputato la sua gara più bella...». E così il Vale Rossi, meravigliosamente grande nel prendersi un terzo posto che dalla vetta dove si trova conta molto anche se Marquez gli ha rosicchiato una manciata di punti. Meravigliosamente grande nell'ammettere che compagno «Jorge ha guidato meglio di me e ha disputato il più bel week end della sua carriera».

Jerez, frontiera del motomondo affollata di complimenti fra campioni. Mica i capricci della F1. Mica i pugni e gli agguati e i cazzotti stile Denis e Tonelli nel calcio. Qui solo cose belle e grandi. A 300 all'ora.