L'Uefa si fuma i fumogeni. Zero pugni agli ultras croati

Sentenza pilatesca: multa e restrizione sui biglietti Il problema resta irrisolto e i violenti in circolazione

La Croazia paga centomila euro di multa e non potrà vendere i biglietti ai propri tifosi per le prossime partite dell'Europeo. Finisce in fumo il fumo dei bengala e delle bombe carta, finisce nella pilatesca decisione dell'Uefa nei confronti degli ultras della nazionale croata, già noti al resto del continente per quello che avevano fatto in occasione delle partite contro l'Italia, in fase di qualificazione, tra svastiche disegnate sul campo di gioco a Spalato e amenità varie, bengala e affini, sparati dal meraviglioso pubblico.

Allora la multa fu analoga, anzi fu la federcalcio croata a togliere di mezzo i biglietti per le tre amichevoli in Azerbaigian, Norvegia e Malta, sperando di avere risolto il problema.

Così non fu, così non è stato, così non è e non sarà perché gli ultras hanno mille mezzi per aggirare il black out dei biglietti, possono ricorrere al bagarinaggio, allo scambio merci con altri gentiluomini del tifo, potrei dire russi e affini, tutta gente che si è distinta in questo torneo, rendendo goffo e ridicolo qualunque tipo di controllo agli ingressi. Là dove i terroristi, per fortuna, sono rimasti alla larga dagli stadi ecco che il loro posto è stato immediatamente okkupato dai loro sodali che non usano armi mortali ma fanno male al calcio, alla loro nazionale, agli stewards mandati allo sbaraglio. La Croazia si deve arrendere a una realtà che è più grande di lei, così come altre nazionali in questo europeo, stanno facendo i conti con un rigurgito di violenza che sembrava annientato e invece è risultato dormiente. La multa di centomila euro, con la diffida, non fa esplodere la regolarità del torneo. Si pensava a una penalizzazione per le prossime qualificazioni Uefa, si ipotizzava addirittura l'espulsione dalla Francia della nazionale ma sarebbe stato il terremoto. Si è scelta la soluzione diplomatica, il denaro che esce dalle casse croate e che non rientrerà per la vendita. Ma resta la paura di altri disordini, lontano dagli stadi, nelle fan zone, là dove gli ultras si radunano per i loro rave party.

Di certo la punizione dell'Uefa non risolve il problema. Il guaio resta, circola, ronza attorno al torneo. Non è certo il calcio a poter affrontare e cancellare la violenza ma nemmeno cavarsela con una semplice multa pecuniaria.