L'ultima «cellinata» devasta il calcio il commento 2

(...) per farci sapere che il comportamento del Cagliari è inspiegabile. Veramente avrebbe dovuto spiegarcelo lui visto che Cellino fa parte della sua congrega di presidenti. Perchè mai non prendere la situazione in mano quando il Cagliari ha dichiarato Trieste sede all'atto dell'iscrizione al campionato? La fuga dal Sant'Elia poteva avere una giustificazione, per restituire a Cagliari uno stadio dignitoso. Ma non è credibile il teatrino che ne è seguito.
Questa era proprio la volta per mettere freno alle sciocchinerie (eufemismo) di Cellino. Il presidente del Cagliari è un eccessivo per natura e per questo calcio è un eccesso. Ma stavolta si è spinto ben oltre l'eccesso e le “cellinate“. Ha chiamato i tifosi alla disobbedienza civile soltanto per vedere una partita di pallone, che resta uno spettacolo di cui si può tranquillamente fare a meno. E non venite a menarla con la storia del cuore tifoso, della voglia di calcio, del pallone che ti distrae dagli altri problemi. I sardi di oggi, come quelli di ieri, potrebbero raccontarci a lungo dei problemi della vita, povertà e disperazione. Peggio il Sulcis che Is Arenas a porte chiuse.
Oggi Cellino ha spinto il calcio italiano a un punto di non ritorno: o qualcuno decide, comanda e punisce, oppure anarchia e inciviltà galopperanno nella prateria del lassismo. Per fortuna di Cagliari, del Cagliari e dei cagliaritani (non solo tifosi) il prefetto è stato duro quanto serviva. Ha lavorato tra norme e buon senso. Ha evitato l'ennesima domenica di tormento e paura. Ha spiegato a tutti che il calcio degli impuniti (e delle parole impunite) non può passare. Se federazione e lega hanno testa prendano atto. Il calcio dei business miliardari sarà pur in mano a furbastri e smemorati, ma ne abbiamo già abbastanza degli ultrà per sopportare anche presidenti ultrà.
I venti anni di Cellino al Cagliari sono pieni di storie ad effetto, provocazioni, tutto sopra le righe, parole e atti in libertà. É ora che il calcio si prenda la libertà di metterlo al bando: non deve aver pietà, a costo di una ingiustizia nei confronti del Cagliari che rischia la punizione per colpa di un rockettaro mai cresciuto. Ma punire tutti servirà perchè tutti capiscano: al largo dalle cattive compagnie. La disobbedienza civile non può passare. Il nostro pallone dovrebbe avere una faccia imbarazzata: riesce ad essere ancora top nel mondo solo per queste bestialità. La punizione di un 3-0 a tavolino sarà il minimo, togliere dai piedi Cellino per i prossimi venti anni, sarebbe l'unica soluzione credibile. Il resto saranno le solite comiche. Fino al prossimo scandalo.