L'ultima magia di Federer ferma il tempo

di Marco Lombardo

La legge del tempo è inesorabile, ma quella del talento non segue nessuna logica. Roger Federer fa parte di una categoria unica per cui il tempo ha delle distorsioni che nessuno scienziato è capace di spiegare. Ed è successo anche a Melbourne, dopo che negli ultimi anni, Roger, lo abbiamo già fatto ritirare un pò di volte, abbiamo sentito che non avrebbe mai più vinto un match al quinto set, che i tornei ad alto livello non erano più alla sua portata, che il re sarebbe dunque diventato un ricordo. Nostalgia. E invece: dopo sei mesi di stop per curarsi gli acciacchi di ginocchio e schiena, a 35 anni - e con il tennis che aveva già organizzato il futuro senza di lui - lo svizzero ha trovato sì un tabellone amico e i rivali fuori forma, ma ha ingranato come i bei tempi, ha superato la prova dei 5 set contro Nishikori, ed è scivolato via battendo Misha Zverev per arrivare alla semifinale di domani mattina (ore 9 su Eurosport) contro l'amico Wawrinka. Ma soprattutto, tornato lui, il tennis si è riacceso: volèe, passanti, palle corte, spettacolo. Ovvero talento. Ovvero Federer. Sarà il suo 18° titolo di uno Slam? Forse no, ma di sicuro Roger ci ha già regalato qualcosa: per un pò ha fermato il tempo. Il suo, il nostro. E solo lui poteva farlo.