L'ultima della Merighetti è con il botto

L'azzurra cade e chiude la carriera con la rottura del crociato destro: due mesi fa a La Thuile l'ultimo podio

Lucia GalliHa finito col botto e con il crociato destro rotto. Daniela Merighetti non si fa sconti nemmeno sulla pensione che doveva iniziare, proprio ieri, dopo l'ultima sua gara di coppa, la 231, con un periodo di riposo che ora sarà forzato e ancora una volta doloroso. «Ha finito col botto»: lo hanno pensato tutti quando, 50 secondi dopo aver aperto l'ultimo cancelletto della sua carriera e dopo aver fatto segnare il miglior intertempo, Dada è decollata, punte all'aria, cadendo di schiena e battendo la testa. Sì, in fondo nel suo stile: meglio un giorno da Dada che una gara col freno a mano tirato. Nessuna lacrima, nessuna discesa leziosa, magari in costume e con l'amarcord negli occhi. No, lei è scesa combattendo, come da 16 stagioni a questa parte. Classe 1981, bresciana di ferro, era rimasta una delle poche cougar delle nevi insieme a Lizzy Goergl. Ci aveva scherzato su: «Le feste le voglio dopo, fino all'ultimo voglio sciare». Anche ieri mattina si era allacciata la tuta, nuova e nera. Al traguardo l'attendevano le compagne, loro sì «in assetto da festa». Ma quelle maschere di allegria se le sono tolte subito, restando impietrite durante i soccorsi. Poi Dada si è pure alzata. Come Svindal, come Vonn: quante volte quest'anno il verdetto degli infortuni è arrivato mentre un atleta aveva lasciato l'arena sulle sue gambe? Così per Zia Dada. Che di botte e lividi si intende perché ne ha costellata la carriera: 1996 frattura alla tibia, nel 1998, 2001 e 2003 (ed ora 2016) crociati vari, pollice nel 2012, un mese prima della sua vittoria a Cortina che incornicia 5 podi in carriera. A Sochi 2014 sfiora il podio olimpico in discesa. L'anno dopo si rompe mandibola e perone. A La Thuile, due mesi fa l'ultimo podio alle spalle di Nadia Fanchini e Vonn. Tutto compiuto? Ieri ha anche passato idealmente il testimone ad Elena Curtoni che ha chiuso terza, primo podio in carriera alle spalle di Puchner e Suter. Zia Dada ha sorriso: ora è tempo di ingranare il turbo anche nella seconda manche della vita. Stampelle prima, sorriso sempre.