"L'ultimo Giro" di Alfredo Martini, il cittì più amato dagli italiani

Esce il libro che raccoglie i pensieri e le riflessioni del "patriarca" recentemente scomparso. Un testamento raccolto da Marco Pastonesi e consegnato al ciclismo

"L'ultimo Giro, un lungo addio. Ai corridori, alla strada, alla natura, e anche ai colori, ai profumi, ai suoni. Alfredo Martini aveva assistito alla corsa rosa quando la maglia rosa non esisteva ancora. Lui era del 1921, il simbolo del leader arrivò nel 1931...".
Così Marco Pastonesi, firma elegante e romantica della "Gazzetta", presenta il suo omaggio toccante e ammirato al grande patriarca del ciclismo (e dello sport tutto) italiano, il commissario tecnico più medagliato della storia, quell'Alfredo Martini modello e punto di riferimento per tante generazioni.

Alfredo, come pretendeva di farsi chiamare da tutti, se n'è andato da pochi mesi, il libro (intitolato proprio "L'ultimo Giro", edito da Traguardi e illustrato da Vico Calabrò, 9,90 euro), arriva subito a tenerne vivo il ricordo. Lo fa attraverso le parole, le emozioni, ma soprattutto le riflessioni profonde di un uomo mai banale, ricco interiormente, in quest'ultimo mese di maggio costretto dalla malattia e dall'età a seguire la sua corsa più amata da una poltrona di casa.
Non è un libro pesante e tanto meno pedante. E' breve come le idee migliori, è lieve come i sentimenti migliori. E' in parole scolpite su pietra il testamento intelligente e arguto di un uomo indimenticabile.