Macché Atalanta, sono i fischi il problema dell'Inter a S. Siro

Nerazzurri per blindare il 3° posto, bergamaschi per il 4° Icardi torna al Meazza, ultrà contro. Spalletti: "Aiutateci"

Ci sono partite che segnano uno spartiacque all'interno di una stagione. Partite che fanno la differenza, lasciano il segno. Quelle che vincerle o perderle non è la stessa cosa. Ecco, questo Inter-Atalanta è una di queste partite. Un po' a sorpresa, perché in pochi avrebbero pronosticato un'Atalanta ancora una volta così in alto. Fatto sta che se vince l'Inter chiude o quasi il discorso Champions blindando il terzo posto, se lo fa l'Atalanta si mette ancora di più in corsa per l'ultimo posto disponibile tra le grandi d'Europa. Tanto basta perché la posta in palio sia molto alta per Spalletti e Gasperini che, non a caso, impostano la vigilia allo stesso modo. Pretattica, nessuna indicazione di formazione e tanti complimenti al tecnico avversario. L'esperienza è anche questo.

Non un match point ma un set point per l'Inter. Lo conferma Spalletti. «Si, lo è. Sfidiamo una diretta concorrente, una squadra bella non per caso con un'identità di gioco ben precisa. Non più una rivelazione ma una realtà. E Gasperini la sa lunga». «Affrontiamo un'Inter molto forte, è stata anche molto vicina al Napoli. Spalletti sta facendo un grande lavoro», dice ancora Gasperini. Cortesia non solo di facciata ma sintomo di rispetto. Anche perché al tecnico dell'Inter brucia ancora un po' la gara dell'andata. Un 4 a 1 senza appello in cui i bergamaschi annichilirono l'Inter dominando in lungo e in largo. «Ce la portiamo dietro perché serve da insegnamento. In questi mesi siamo stati bravi a imporci - spiega Spalletti - Abbiamo avuto un modo di lavorare corretto, poi bisogna tentare di tutto per vincere. Vincere lo vogliono tutti, ma non tutti sono disposti a tutto per farlo». Il ricordo di Gasperini è un altro, quel 7-1 a S. Siro del 2016-2017. «Speriamo di non subire così tanti gol, ma chiudere la stagione come allora non sarebbe male», racconta, pensando al 4° posto finale conquistato.

Di sicuro quella di oggi sarà la partita del ritorno a San Siro di Icardi. L'ultima volta fu con il Bologna il 3 febbraio. Partita pessima e sconfitta per i nerazzurri. Ora, dopo la gara con il Genoa in cui ha ritrovato il campo e il gol, ci si aspetta un'accoglienza molto calda. I tifosi hanno fatto sapere tramite un comunicato che considerano Icardi non più parte dell'Inter e che l'argentino sarà fischiato e contestato anche se sempre nell'ambito di un sostegno alla squadra. Spalletti chiede buonsenso e appoggio al pubblico. «L'Inter è di tutti quelli che la amano e la portano nel cuore, in particolare di chi partecipa attivamente per sostenerla. Sono convinto che proprio per questo motivo sapranno come comportarsi. Ci deve essere la volontà di aiutare la squadra, il gruppo e i colori per fare risultato: l'avversario che avremo davanti necessità di tutta la forza che abbiamo. L'Inter è una squadra non un singolo calciatore». Se non è un appello, poco ci manca. Il 9 ci sarà. Ancora ai box Lautaro, come assente sarà Zapata, squalificato, nell'Atalanta, il dubbio di Spalletti è Nainggolan. Se il belga gioca, fuori Gagliardini con Vecino e Brozovic in mezzo, altrimenti conferma per i due mediani protagonisti con il Genoa e Vecino in posizione avanzata come nel derby con il Ninja possibile arma a gara in corso. Dettagli. Perché le partite speciali si preparano e si vincono anche così.