la MAGLIA NERA di

Allora Van Basten non è un pirla, tanto per rifarci a una frase usata da Mourinho nella sua prima conferenza stampa da coach dell’Inter. Se l’Olanda ha tagliato a fettine l’Italia, le colpe di Donadoni sulla scelta del modulo e degli uomini non limitano i meriti del ct oranje che non ha sbagliato una mossa sul piano tattico. Impressionante, in particolare, il lavoro svolto da Sneijder, Van der Vaart e Kuyt che hanno sconvolto il nostro centrocampo e si sono inseriti con prontezza in fase d’attacco. E pensare che di lui si era scritto e detto il peggio possibile dopo la vittoria colta ad Amsterdam dalla Nazionale di Lippi. Era il 13 novembre 2005. Allora gli azzurri superarono alla grande l’Olanda che era imbattuta da 16 gare e, nei 12 incontri di qualificazione al Mondiale, aveva vinto 10 volte su 12. Quel risultato fece dire ai critici di giornata, incapaci di guardare oltre la punta del proprio naso, che Van Basten era stato un grandissimo giocatore, ma che dell’allenatore non aveva le stimmate. Ci fu persino chi si permise di fare dell’ironia gratuita sul suo hobby preferito: «È meglio per lui se si dedica solo al golf». E tutto per escluderlo dal paniere dei tecnici che, un giorno, avrebbero potuto prendere il posto di Ancelotti sulla panchina del Milan. A distanza di due anni e mezzo Van Basten s’è preso una clamorosa rivincita facendo sorridere Berlusconi che in lui aveva sempre creduto. E infatti l’altra sera lo ha ricordato agli amici: «Marco è un allenatore da Milan, l’ho sempre detto». All’Ajax hanno fatto seguire i fatti alle parole. E alla vigilia di Natale gli hanno proposto un sontuoso contratto di tre anni per tornare ai successi di un tempo lontano. Comunque vada, Van Basten lascerà la Nazionale da vincente. Se la matematica non inganna, il Cavaliere resta il miglior uomo-mercato del Milan.

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