Malagò, i Giochi di Corea e l'incubo Kim Jong-un

Maria Rosa Quario

Bolzano Sarà il ritorno del freddo? No, quello non era prevedibile quando il Coni ha organizzato la giornata di presentazione della spedizione italiana all'Olimpiade di PyeongChang 2018, è piuttosto l'onda lunga dei successi dell'inverno che ci fanno parlare di sport della neve e del ghiaccio a metà aprile, a 293 giorni dalla cerimonia di apertura dei Giochi il 9 febbraio 2018 nella gelida Corea del Sud, da non confondere con quella del Nord. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, in campagna elettorale per la quasi certa riconferma dell'11 maggio, invita a non dimenticare la C per evitare di ritrovarsi nella capitale del malvagio Kim e annuncia che se per le medaglie proporrà alla giunta gli stessi premi di Rio 2016 (150mila euro per l'oro, 75 per l'argento e 50 per il bronzo), chi andrà male vincerà una settimana di vacanza oltre confine, a Pyongyang, appunto. Si ride per non piangere, ma è quello che un uomo di sport deve fare per non finire vittima delle ingerenze che condizionano il mondo puro e sano (illudiamoci che sia così) dello sport. Ma non era, non doveva essere la minacciata guerra il tema del giorno ieri a Bolzano, dove il Coni prima e la federazione sport invernali poi hanno fatto sfilare gli attesi protagonisti fra 10 mesi, con qualche ospite d'eccezione, vedi Tania Cagnotto, e molti ex campioni olimpici, su tutti il Dio della slitta Zoeggeler.

In queste occasioni, alcune domande sono quasi d'obbligo e la più gettonata, rivolta a Malagò, riguarda la scelta del portabandiera azzurro, dopo la bimba Carolina Kostner nel 2006, il «nonno» Giorgio Di Centa nel 2010 e l'invincibile Zoeggeler a Sochi 2014. Malagò non si sbilancia, «anche se qualche idea ce l'ho già», mentre non si tira indietro nell'indicare la gara su cui punta di più per le medaglie, che dopo le 8 di Sochi (senza ori) prevede a doppia cifra: «È lo slalom gigante femminile» dichiara, forse anche per il ricordo ancora vivo della tripletta Brignone-Goggia-Bassino alle finali di coppa del mondo. E se il Coni da ieri ha messo online il sito che accompagnerà appassionati e addetti ai lavori nei prossimi 293 giorni (www. pyeongchang2018. coni.it), gli atleti pensano soprattutto alle vacanze che, restando alle tre di cui sopra, prevedono Bali, Perù e Sicilia. Perché la montagna è bella, la neve una malattia, ma arriva anche il momento in cui dire basta, per poi ripartire più carichi che mai.