La maledizione del record stende anche la Vonn sotto gli occhi di Tiger

Sci, Lindsay "spigola" in discesa e si ferma: ginocchio ancora ko. Nemmeno Woods le porta fortuna, ma vuole i Giochi

Tiger Woods e Lindsay Vonn a Val d'Isere

Val d'Isére - C'era Tiger Woods ad aspettarla nel parterre. Jeans e scarpe da ginnastica bianche, cappellino grigio e giacca a vento sobria. Unica faccia scura in mezzo a tanto bianco. Impassibile ma teso, molto teso. La discesa era difficile, le brutte cadute e gli errori non si contavano. Lindsey era lassù, in partenza, concentrata, carica dopo il secondo miglior tempo nell'ultima prova cronometrata di giovedì. Al via con il numero 19, l'americana è partita bene, ma dopo circa un minuto e venti una spigolata e un carico eccessivo sul ginocchio destro le han consigliato di farsi da parte, di mettere la freccia, come si dice in gergo. Con un legamento crociato rotto non è facile buttarsi a 120 all'ora sperando che vada tutto bene, dopo il grave infortunio di febbraio l'americana si è rifatta male a novembre, ma non si ferma perché vuole esserci all'Olimpiade e la coppa le serve da allenamento. Dopo l'errore Lindsey è scesa al traguardo sulle sue gambe, si è tolta gli sci mentre Tiger non la perdeva d'occhio un solo istante e quando è uscita dal parterre lui era già al suo fianco, ansioso. Come va il ginocchio? Male purtroppo, non c'è nemmeno bisogno di chiederlo, basta vedere come zoppica.

Tiger lascia la zona traguardo in modo discreto, la sua prima uscita ufficiale da fidanzato della Vonn si chiude così, non ha scambiato parola con nessuno se non con lei, ha rifiutato di posare per i fotografi, ma gli obbiettivi sono stati tutti per lui. Lei invece si ferma e parla. Parla con tutti, disponibile e simpatica. Parla anche di Tiger, di quanto sia felice di averlo al suo fianco, di quanto lui sia nervoso nel vederla sciare e di quanto sia preoccupato per la sua salute. Lo è anche lei, ma non lo dà a vedere. I due ora sono già tornati negli Stati Uniti con il jet privato del campionissimo del golf, Lindsey forse tornerà a gennaio, forse no, chissà. Di sicuro questa sua stagione non lascerà il segno e non sarà questo l'inverno del sorpasso al record di Annemarie Moser-Proell, la donna più vittoriosa nella storia della coppa del mondo. Sembra una maledizione, questa dell'inseguimento ai record. Perché oltre a quello della Vonn c'è in ballo anche quello di Marlies Schild alle 34 vittorie di Vreni Schneider in slalom. Sembrava vicinissimo e poi, di colpo, irraggiungibile. Dopo quasi due anni di digiuno però, martedì scorso a Courchevel la Schild ha centrato la vittoria numero 34 eguagliando la svizzera, una nuova vittoria e sarà lei la slalomista più vincente della storia. Alla Vonn di vittorie ne mancano tre per eguagliare il record più prestigioso e storico della coppa del Mondo, i 62 trionfi complessivi. A causare lo stop alla sua rincorsa sono stati solo gli infortuni, ma Lindsey sembra avere grande forza morale e pazienza, «grazie anche a Tiger, che come me è passato da un grave infortunio al ginocchio e ci ha messo un bel po' a tornare numero 1».

Con la coppia Vonn-Woods ad attirare tutto l'interesse mediatico, la discesa di ieri è passata in secondo piano. A vincerla è stata la semi sconosciuta svizzera Marianne Kaufmann-Abderhalden con Tina Maze seconda e la giovane austriaca Huetter terza. Caduta senza danni Elena Fanchini, la miglior italiana è stata Daniela Merighetti diciassettesima. Un po' meglio è andata agli uomini in Val Gardena, dove a vincere è stato il canadese Eric Guay davanti a Jansrud e Clarey. Werner Heel ha chiuso ottavo e Peter Fill decimo, certo dopo le ottime prove in America si sperava di meglio sulla pista di casa…
Oggi sono in programma due slalom giganti, donne in Val d'Isère su una pista inedita e uomini sulla classica Gran Risa dell'Alta Badia. Per i nostri grandi vecchi, Karbon da una parte, Blardone e Simoncelli dall'altra, sarà quasi l'ultimo appello: all'Olimpiade non manca molto e la qualifica è ancora da conquistare.