Manaus, un campo di patate. Più difficile per Italia o Inghilterra?

Almeno su una cosa Azzurri e Inglesi, anche al termine dell'incontro, saranno d'accordo. Le scandalose condizioni del terreno di gioco di Manaus, ma chi ci perde di più. La volontà di palleggio italiano o la corsa sugli esterni degli uomini di Hodgson? Proviamo a capirlo

Manaus, un ostacolo in più per Azzurri e Inglesi

Tra polemiche, attacchi degli hacker e manifestazioni di piazza, la prestigiosa manifestazione calcistica è finalmente partita per la gioia di tutti gli appassionati. Tra poche ore toccherà anche all'Italia di Cesare Prandelli scendere in campo contro un avversario di tutto rispetto come l'Inghilterra di Roy Hodgson. Una gara difficile perché si affronteranno due squadre di rango in condizioni particolari dovute al feroce caldo, accompagnato da un elevato tasso di umidità e alle pessime condizioni del terreno di gioco di Manaus.

Le condizioni del campo brasiliano non sono piaciute affatto agli Inglesi che hanno polemizzato parecchio. Un disappunto generale manifestato da buona parte del gruppo britannico. Il primo a rimarcare il disagio è stato proprio l'esperto tecnico Roy Hodgson che non ha nascosto la sua delusione e ha deciso di annullare la seduta di allenamento programmata per giovedì. Non meno disarmante la descrizione del terreno di gioco fatta dal "Guardian", noto quotidiano britannico, che ha descritto il campo come:

"Secco e sabbioso, con diverse macchie gialle e rovinato specialmente nei pressi delle due porte".

Preoccupano specialmente le condizioni dell'erba. Un prato non all'altezza della situazione che non favorirà lo spettacolo in campo. Toni meno polemici da parte degli Italiani che certamente non hanno apprezzato la situazione, ma che hanno evitato di gettare benzina sul fuoco.

I protagonisti del big – match Italia -Inghilterra avrebbero preferito condizioni più adatte per dare sfoggio delle loro caratteristiche tecnico – tattiche. A centrocampo Prandelli ha provato a più riprese la coppia Verratti – Pirlo, e dovrebbero essere loro i prescelti per dettare i tempi in mezzo al campo. L'ex Pescarese è pienamente recuperato dopo l'attacco influenzale che l'ha colpito nei giorni scorsi. Con le chiavi del centrocampo affidate a Pirlo e al suo erede designato sarà chiaro l'intento di Prandelli di puntare sulla qualità del fraseggio azzurro. Per i motivi ampiamente anticipati, a Manaus, però, sarà duro il compito per la coppia italiana. Nelle condizioni in cui si trova il campo far girar palla in modo preciso e verticalizzare velocemente non sarà affatto una passeggiata. Visione di gioco e abilità nel palleggio dei due calciatori saranno messe a dura prova non solo dagli avversari. Per sopperire a questo disagio Verratti punterà sulla freschezza atletica, mentre Pirlo sull'esperienza.

Caratteristiche diverse per Inglesi che da sempre puntano sulla velocità e sul gioco sulle fasce laterali. Contro gli Azzurri sugli esterni potrebbero giocare Sterling e Lallana. La freschezza fisica della linea verde scelta da Hodgson potrebbe mettere in seria difficoltà la retroguardia di Prandelli. Le condizioni del terreno di gioco di Manaus ovviamente "freneranno" anche i nostri avversari perché un'erba perfetta avrebbe favorito le loro folate.

Chiaramente era auspicabile da parte di tutti un campo diverso anche se forse, nonostante le lamentele inglesi, sarà la maggiore tecnica dell'Italia a soffrirne di più. Poco tempo ancora e poi spazio ai protagonisti, con l'auspicio che nessuno si faccia male.