Gli mancano soltanto il coraggio di Maier e il carisma di Tomba

G razie alle cinque coppe del mondo vinte consecutivamente dal 2012 al 2016, Marcel Hirscher guida un'ipotetica classifica dei più grandi di sempre. A quota 5 coppe c'è però anche Marc Girardelli, che come Zurbriggen ha vinto in tutte le discipline dello sci, cosa che Marcel forse non riuscirà mai a fare, perché la discesa, per sua stessa ammissione, gli fa paura. Quindi, ipotizzando la possibilità di rubare qualcosa ai suoi predecessori, Hirscher dovrebbe prendere un po' di coraggio dal suo amico Hermann Maier, capace di buttarsi come un pazzo a oltre 100 all'ora anche all'indomani di una caduta spaventosa come quella di Nagano, Olimpiade 1998.

Come Hirscher, anche Stenmark non amava la velocità, ma lo svedese a differenza dell'austriaco non ci ha quasi mai provato e quando lo ha fatto ha rischiato di farsi male seriamente. Marcel invece in superG va forte, quindi se c'è qualcosa che potrebbe prendere da Stenmark è la sua totale abnegazione allo sport, dote che gli ha fatto vincere ben 86 gare singole (record), ma lo ha mantenuto vergine fin quasi ai 30 anni. Marcel, da anni felicemente fidanzato con la bella e simpatica Laura Maeusl, è ancora a quota 36 e se è vero che gareggerà ancora per due stagioni sarà dura per lui andare oltre le 50 vittorie di Alberto Tomba, dal quale Marcel dovrebbe imparare ad essere un po' più guascone e brillante, più personaggio quindi.

Ma sarebbe come chiedere ad un eskimese di rilassarsi a 40 gradi nel deserto o a un africano di stare in giacchetta al Polo Nord. Se Alberto era, ed è, bolognese nel profondo, Marcel è austriaco in ogni sua fibra: serio, preciso, prevedibile nelle risposte e nei comportamenti, esattamente l'opposto del campione azzurro che lui definisce «il mio eroe». Se Tomba si metteva sempre fra i favoriti e dava per scontato di essere il più forte, Hirscher tiene sempre un basso profilo: oltre allo slalom e al gigante la sua specialità è quella di esaltare gli avversari e caricare su di loro i favori del pronostico. Salvo poi far parlare il cronometro, al momento giusto. MRQ