Mancano trascinatori. E Mancini punta il dito contro i dirigenti

Mancini: "La squadra ha buoni giocatori, non so se si può dire altrettanto dei dirigenti"

In un'intervista a Sky Sport, Roberto Mancini ha spiegato la crisi cronica dell'Inter alzando il tiro sulla società: «La squadra ha buoni giocatori, non so se si può dire altrettanto dei dirigenti». L'ex tecnico nerazzurro, che ha sfruttato l'occasione per togliersi qualche sassolino, s'è anche dilungato sull'addio della scorsa estate: «Non mi sono sentito maltratto. Ho deciso io di andarmene per il caos che s'è sviluppato fra luglio e agosto». Evidente il riferimento non solo al presidente Thohir, con il quale ha intrattenuto rapporti formali, sostanzialmente aridi, ma anche e soprattutto al responsabile del mercato, Ausilio.

E il ds qualche colpa ce l'ha per aver assecondato scelte improbabili, come quelle di Kondogbia e Joao Mario, che non offrono un rendimento pari al loro elevato costo: all'incirca 20 milioni l'anno a testa fra ammortamento del cartellino e costo dell'ingaggio. Del francese non c'era bisogno, bastava Brozovic, inseguito da Mourinho. Il portoghese è un clone di Banega, e infatti Pioli schiera l'uno o l'altro per garantire un minimo di equilibrio alla formazione. Ne avevamo parlato su queste pagine prima che Ausilio concludesse la trattativa con lo Sporting Lisbona e prendesse l'ennesimo trequartista.

All'Inter serviva altro, in particolare il regista che manca dalla partenza di Cambiasso. È uno dei buchi neri di questo club che ha sopravvalutato altri giocatori dalla discontinuità disarmante. E qui la lista comprende Murillo, Ansaldi, Candreva, Perisic oltre ai centrocampisti già citati. Tutti buoni, nessuno buonissimo. E soprattutto dall'animo tenero. Mancano quei caratteri forti che si prendono la squadra sulle spalle. Ai tempi di Herrera c'erano Facchetti, Picchi, Suarez, Mazzola. Con Mourinho i leader si chiamavano Samuel, Zanetti, Cambiasso, Snejider, Milito. Gente con gli attributi. Chi sono i trascinatori di questa Inter? Boh... A questo riguardo Mancini ha ragione da vendere quando critica lo staff. Ma sarebbe sciocco giustificare i signori giocatori che hanno fatto grande il Crotone e precedentemente non hanno gestito il vantaggio con la Sampdoria. Alla faccia di ingaggi sontuosi.

Se l'Inter degli ultimi giorni è parsa uguale a quella di De Boer, il problema non può essere Pioli che anzi ha fatto grandi cose fino a due turni or sono. Basta poi l'assenza di Gagliardini, alla prima stagione in A, per gettare nello scompiglio i compagni di reparto. Ci sarebbe poi da chiedersi perché Icardi segna così poco fuori causa. Manca quell'adesione alla causa comune che ha permesso ad Allegri di schierare contemporaneamente tutti i pezzi pregiati senza indebolire l'impianto difensivo. Ad Appiano Gentile non ci sono uomini come Mandzukic, Cuadrado, lo stesso Dybala che non si vergognano a fare i terzini. A dispetto di questa realtà, la famiglia Zhang ritiene prioritario cambiare allenatore: indisponibile Conte, si punta ancora su Simeone, alla fine potrebbe venire buono Spalletti. In attesa di nuovi rivolgimenti, l'Inter di Pioli deve vincere il derby per sperare di rientrare in Europa dalla porta di servizio. Altrimenti la rivoluzione non sarà indolore.

Commenti

stronzio

Mer, 12/04/2017 - 16:34

La famiglia Zhang capisce il calcio come Balotelli capisce la fisica quantistica: ci sarà da divertirsi (per i tifosi delle altre squadre).