Mancini ci spera: «Noi in Europa al 60%»

«Thohir non ce lo ha imposto, ma siamo tutti sotto esame Kovacic deve solo crescere. Magari anche un po' in fretta...»

nostro inviato ad Appiano G.

«Vi dico che abbiamo il 60 per cento di probabilità di entrare in Europa. Thohir non ce lo ha imposto ma ha chiesto di dare il massimo in queste ultime dieci partite, è un invito rivolto a tutti, da qui alla fine saremo sotto esame. Sono ottimista perchè vedo una squadra che sta crescendo anche se dai risultati non si direbbe. Ma giocando come abbiamo fatto a Genova contro la Sampdoria, le cose cambieranno. La squadra deve fare gol e deve vincere perchè è chiaro che il nostro obiettivo è entrare in Europa»

Nota a margine. Sono passati da qui Benitez, Gasperini e Ranieri, nessuno è riuscito a creare il clima che gira ora per Appiano, forse un po' Leonardo, il primo Strama. Eppure per alcuni il bilancio è positivo rispetto al Mancio. Quindi è ufficiale che gode di un gran margine di credito, dell'appoggio incondizionato della proprietà e quindi della squadra che da tempo ha capito che con il capo è sempre meglio andarci d'accordo. L'unico in avanscoperta perigliosa è stato l'agente di Mateo Kovacic che si è lamentato del cattivo utilizzo del suo cliente: «Mancini non lo capisce». La risposta ha cancellato il diritto di replica: «Non so chi sia, non lo conosco e non mi interessa conoscerlo. Se devo dire qualcosa a Mateo, chiarisco con Mateo. Lui deve crescere, stare tranquillo ed essere felice, gioca nell'Inter e qui gli vogliono tutti bene. Ha delle qualità e le deve saper tirare fuori, ma serve anche un po' di fretta, il calcio ha poca pazienza...». Uno shampettino, leggero, ma glielo ha fatto. E poi è rimasto sull'argomento: «Juan Jesus a Genova ha fatto bene e potrebbe essere nuovamente utilizzato come esterno. Andreolli ha smaltito l'attacco febbrile e ha lavorato in gruppo come Shaqiri. Icardi...Handanovic...? Dunque - ha ripreso il Mancio -. Ho parlato con Thohir e con Fassone, sono certo che l'Inter si rinforzerà, poi se per farlo sarà necessario un sacrificio, lo faremo, ma sempre se la squadra ne trarrà un vantaggio e si rinforzerà».

Il primo nome a caso è Dybala: «L'ho visto giocare negli ultimi quattro mesi, è giovane e ha grandi qualità, diventerà un grandissimo attaccante e non credo possa avere difficoltà con Icardi ma parliamo di un giocatore del Palermo. Come Yaya Tourè, se ci sarà la possibilità di trattare lo faremo, se arriverà ne sarò felicissimo. Abbiamo dei parametri da rispettare però sono convinto che l'Inter l'anno prossimo sarà molto competitiva. Tornare è stata la sfida più grande, mi rendo conto che al momento la situazione non sia facile perchè si lavora bene ma i risultati vanno male. Questo è un top club, i tifosi vorrebbero vincere sempre e quando torneremo a farlo sarà ancora più bello che nel 2004. Chi vorrei di quel gruppo? Tutti grandi...Zanetti, Veron, Stankovic...». Magari poi sarebbe il caso di dire due cose sul Parma, senza vittorie da 9 giornate: «Io alla squadra ne parlo da 14 giorni, non hanno nulla da perdere e nonostante la situazione in cui si trovano giocano al cento per cento, o la sblocchiamo subito o diventerà complicatissima». Kovacic comunque ancora in panca.