Mancini e l'Inter: è già l'ora delle scelte

I gol ci sono (12 da Icardi e Osvaldo) ma la difesa fa acqua. Il tecnico: "Parlerò di mercato dopo la prima vittoria"

Roberto Mancini

Nove punti in meno rispetto all'anno scorso, una difesa gruviera e nemmeno l'alibi di un allenatore da seconda fascia calcistica. Mancini sta benissimo sulla panchina dell'Inter, ma è questa Inter che non gli sta benissimo. Se lo sbatter contro il muro romano fosse l'amarissimo che fa benissimo, avrebbe risolto metà dei problemi. Ma così non sarà. L'Inter deve tornare ad essere Inter, nel blasone e nella testa dei giocatori: è il ritornello. Se lo fosse anche nei piedi, e nella qualità, forse meglio.

Mancini ieri è rimasto a Roma, ospite dell'Unicef che lo ha nominato Goodwill Ambassador nel mondo per l'impegno verso l'infanzia. Ma ambasciatore stavolta porta pena per il suo spogliatoio. Sfogliato l'album sta per arrivare l'ora dei voti e del tirar di conto con Thohir. «Dopo una sconfitta non si può certo essere soddisfatti. Anche se ho visto carattere. Ora comincio a conoscere i giocatori, un'idea chiara ce l'ho. Fra una settimana parlerò con la società per capire che cosa fare al mercato di gennaio. Meglio una analisi dopo una vittoria: si è tutti più sereni». Sennò sarebbero bocciature veloci. Nello spogliatoio si intuiscono le prime tensioni. I giovani leoni sono giovani, ma non abbastanza leoni per il tecnico (Kovacic e Icardi) e vanno in campo con facce lunghe. Non è piaciuto lo sfogo di M'Vila.

Mancini punta a vincere da domenica (Udinese) in avanti. Potrebbe essere in panca: non si aspetta squalifiche dopo l'espulsione. Un rapido conto sull'arco di 7 partite (Juve-Inter il 6 gennaio) porta a chiedere 16-18 punti, meglio se 9 nelle prossime tre. Il tecnico ha parlato con il presidente indonesiano che ha visto qualche miglioramento. E attende un deciso decollo. Invece Moratti ieri non è comaprso a un processo contro Moggi, presentando un certificato medico.

C'è qualcosa che non quadra, anche nella forma fisica nerazzurra: Mancio ha aumentato le razioni di allenamento, ha cercato di ricostruire il morale. Ora deve rinsaldare il buon giocare e, soprattutto, l'assetto difensivo. L'analisi: «Dobbiamo cambiare mentalità, giocare da Inter a prescindere dal risultato, e pazienza se arriva qualche sconfitta. Non contano i moduli, non sono quelli che fanno funzionare la squadra ma altre cose». E così dovrà star zitto chi usa il modulo come alibi (Ranocchia). Sottintese tre-quattro critiche affiorate dai pensieri post partita: cattiva organizzazione nel gioco e nei movimenti del centrocampo, Mancini contro la Roma continuava a chiedere di stare più stretti. Guarin che non torna mai, M'Vila ancora pachidermico. Altro pensiero a voce alta: incredibile veder avversari correre 50 metri palla al piede senza che nessuno provi il fallo. Il tecnico chiede più durezza nei contrasti, come si conviene a squadre di rango, e riflessi più scattanti nei difensori centrali, come serve a chi vuol sfruttare i gol segnati.

C'è disabitudine a giocare alla pari: con Mazzarri facevano paura anche le ombre. Qui il tecnico ripete un ritornello: «Dobbiamo vincere 2-3 partite consecutive, aiuta a migliorare e guardare avanti». Come e con chi? Servono un giocatore di fascia (Lavezzi si è tirato fuori, Cerci ci spera) e un centrocampista più credibile di Guarin e M'Vila. L'allenatore ha sperimentato di tutto e nemmeno con gran successo: Dodò non tiene difensivamente, Campagnaro deludente, il fragile Hernanes dovrà darsi una svegliata, Kovacic gli piace ma sembra tornato un ragazzino sperduto. Palacio ha toppato a Roma, ma l'attacco ha la faccia migliore: Icardi e Osvaldo (scoperto con maglietta «Vi ho purgato ancora» sotto quella nerazzurra e inseguito dagli insulti su twitter) hanno garantito 12 reti in due, quando i gol totali sono 20. Diciannove le reti subite, e grazie che in porta c'è un pararigori.

Commenti

linoalo1

Mar, 02/12/2014 - 11:55

Non sarà certo un Mancini,mediocre ed incapace,a poter risollevare un'Inter che era e sarà sempre da mezza classifica!Anche a questa Squadra,manca,ormai da tanti anni,un Dirigente con le Palle!Lino.

Ritratto di marystip

marystip

Mar, 02/12/2014 - 12:29

povera inter di Moratti in peggio. P.S. la difesa non è che fa acqua....esondaaaaaaaaa

roliboni258

Mar, 02/12/2014 - 18:42

non serve cambiare l'allenatore con questa squadra,Mancini lo sapeva,e dovrebbe vergognarsi quando li daranno lo stipendio,fanno schifo,,Mazzarri se la ride,

COSIMODEBARI

Mer, 03/12/2014 - 16:09

Un buon presidente prende Mancini, un mese prima che si riapre il mercato, solo se ha capito che deve spendere secondo Mancini. I tifosi sperano in questo, confidando sul fatto che Mancini sa il fatto suo, anche nel modificare in corsa un parco giocatori. Forse Guarin lo mette in campo per dare visibilità del calciatore al mercato: se ne vuole liberare facendolo giocare bene o male per quello che sa fare. E Guarin è il capo fila di altri suoi colleghi interisti, che non sono pochi. Poi da anni l'Inter si trascina un peso enorme, ma da colabrodo difensivo, come Ranocchia. E siccome non ne bastava uno, ne ha preso un altro, Vidic. Tanto scarso che ha fatto rimpiangere persino Rolando. Mentre l'Inter prende Dodo, a peso semi oro, trottolino amoroso e basta, la Juve prende Evra, a peso semi argento, non trottolino ma amoroso di calcio vero. Insomma è sempre una storia infinita, anche se questa volta presidenza e tecnico parlano entrambi l'inglese: si dovrebbero capire!