Mancini lancia l'Italia «Soltanto la Francia meglio di noi in Europa»

Il ct ha deciso il futuro: da Donnarumma a Barella, ecco il blocco per i prossimi Europei

Marcello Di Dio

Sette mesi di lavoro da ct, tre vittorie in nove gare, otto reti segnate, 53 calciatori convocati, 40 impiegati e 14 debuttanti nella nazionale dei grandi. Ora che il 2018 è alle spalle, il cantiere di Roberto Mancini che ha abbassato costantemente l'età media dei protagonisti in campo, inizia a costruire qualche impalcatura. La porta resta aperta ma dopo la girandola di nomi approdata a Coverciano e i primi esperimenti tattici, il ct cerca di far quadrare i primi conti. Il 21 marzo inizierà il cammino verso l'Europeo, Mancini aspetta ancora il Mario Balotelli in lenta ripresa, nella speranza che possa essere lui il vero 9 «cattivo» sotto porta. Questione di testa, a 28 anni dovrebbe avere gli equilibri per dare le giuste garanzie a certi livelli. «Nel 2019 vorrei vincere tutte le partite. Tolta la Francia campione del mondo, in Europa non c'è una squadra più forte di noi. Tutti ci devono temere. E la nostra Under 21 può conquistare il titolo europeo in casa».

Quattordici sembrano essere i calciatori già sicuri di far parte del blocco manciniano e che di fatto hanno prenotato un posto nell'eventuale lista dei 23 se ci qualificheremo a Euro 2020. In porta i prescelti sono Donnarumma e Sirigu, con Cragno, Meret e Perin nell'ordine in corsa per il terzo posto, nel reparto difensivo al centro Bonucci e Chiellini restano i titolarissimi, con Romagnoli prima alternativa, mentre l'unico terzino per ora promosso è Florenzi. In mezzo il tridente Verratti-Jorginho-Barella (il cagliaritano, per personalità, è stata una sorpresa assoluta) appare quello più affidabile, Lorenzo Pellegrini è la prima riserva, davanti il tridente rotante Bernardeschi-Insigne-Chiesa (il viola è l'unico calciatore impiegato in tutte le 9 gare) è una delle cose, al netto dei pochi gol segnati, che ha funzionato meglio, mentre Berardi per la sua duttilità si è candidato come primo dei rincalzi.

In pratica all'undici che potrebbe essere la base di partenza delle gare del 2019 mancherebbe solo il terzino sinistro: Biraghi avanza la sua candidatura con il gol pesante alla Polonia in Nations League, Emerson Palmieri ancora senza minuti giocati in Premier con il Chelsea ha comunque delle buone carte da giocarsi. De Sciglio e Spinazzola, quest'ultimo ancora non convocato da Mancini per il lungo infortunio, piacciono perchè capaci di agire sulle due fasce, Criscito è penalizzato dall'età (32 anni). Caldara, Rugani e Acerbi devono convincere il ct, Gianluca Mancini è entrato nel gruppo, Bastoni e Conti potrebbero essere i prossimi inserimenti. L'arrivo di Sensi e Tonali ha aumentato la concorrenza a centrocampo, restano osservati speciali Zaniolo, Gagliardini, Cristante, Benassi, Baselli e Mandragora mentre Bonaventura infortunato, rischia di finire nel dimenticatoio. Il reparto offensivo, tra centravanti di ruolo ed esterni, ha registrato il maggiore via vai a Coverciano: 19 i calciatori già convocati da Mancini, ma Caprari e Giovinco sembrano già out. In attesa di SuperMario, che a marzo salvo sorprese tornerà nel gruppo, Immobile e Belotti - i migliori del campionato - non piacciono al ct e le altre soluzioni provate (Zaza e Lasagna) non hanno convinto. Spera Pavoletti, Cutrone è il capofila del nuovo che avanza, rappresentato anche da Kean, primo 2000 nell'azzurro dei grandi, Pellegri e Pinamonti.

Gerarchie più stabilite per gli esterni nonostante il gol di Politano agli Usa e il bel debutto di Grifo. Chi è ancora defilato è El Shaarawy. Il tempo degli esperimenti andrà avanti, ma da ora in avanti la nazionale di Mancini avrà più punti fermi.