Mancini si candida all'azzurro "Io ct? Non lo escluderei..."

Il tecnico dello Zenit: «Quando fai l'allenatore non puoi non pensarci. Ma prima vediamo chi sarà presidente»

Non è una candidatura ufficiale, ma Roberto Mancini non nasconde il desiderio di diventare ct. «Non escludo assolutamente un'opportunità del genere, quando fai l'allenatore non puoi non pensarci, ma prima va scelto il nuovo presidente federale, bisogna ripartire da lì», il messaggio dell'attuale tecnico dello Zenit a Tiki Taka.

Una chiara apertura da parte di uno dei nomi che circolano da tempo attorno all'azzurro. Ora che la federcalcio ha messo a bilancio cinque milioni di euro nel secondo semestre del 2018 per il successore di Ventura, la panchina azzurra diventa più appetibile anche per tecnici di prestigio. E non solo per una questione di patriottismo. Nel risiko delle panchine italiane (e non solo della prossima stagione) si è inserita da tempo la corsa per quella della Nazionale.

Da mesi, stuzzicato sull'argomento, Mancini non si sottrae all'argomento. A novembre, dopo la debacle azzurra, ripeteva di voler intanto vincere il campionato russo ma che non era sorpreso di vedere il suo nome fra i papabili per l'Italia. Un profilo decisamente ideale quello del Mancio: è nel pieno della maturazione nel suo percorso in panchina, cominciato sedici anni fa alla Fiorentina; ha esperienza internazionale (prima dello Zenit, i trascorsi con il City - vittoria in Premier League - e il Galatasaray); la forte personalità e il carisma necessario già dimostrato con calciatori più «difficili» da gestire. Insomma l'uomo giusto per ricostruire un ambiente completamente azzerato, visto che ad oggi non ci sono i vertici di Lega e Figc e per la Nazionale il Ct dell'Under 21 Di Biagio sarà il «traghettatore».

Nelle stanze della federcalcio, i candidati alla presidenza (ufficiali e non) sembrano dare la priorità ad altri nomi: Tommasi punta su Carlo Ancelotti, Sibilia e Gravina vorrebbero ricominciare da Antonio Conte che dopo Euro 2016 lasciò l'azzurro per i Blues del Chelsea. Il primo è l'unico libero, Tavecchio aveva provato subito a portarlo in azzurro dopo la disfatta con la Svezia ma il blitz non gli riuscì. Finita in anticipo l'esperienza al Bayern Monaco, al momento parrebbe più orientato a ripartire con una squadra di club. Il secondo evita l'argomento ogni volta che gli si chiede della Nazionale, ma la panchina dei londinesi comincia a stargli scomoda. E se qualche tempo fa anche Claudio Ranieri lanciò la propria candidatura (ma il suo nome resta defilato), Mancini non ha mai fatto mistero di gradire un'esperienza sulla panchina azzurra. «Sarebbe un'onore guidare l'Italia in futuro», disse l'allenatore di Jesi. La cui foto è comparsa ieri anche nella versione on line del Daily Mail. Argomento, lo sprint per la guida tecnica dell'Italia tra allenatori che Oltremanica hanno lasciato il segno.

L'opinione pubblica chiede il grande nome per la Nazionale mentre il calcio continua a litigare su poltrone e diritti tv. Un progetto tecnico serio, oltre al lauto ingaggio, è il grimaldello per scardinare le resistenze di un tecnico di prestigio. Intanto il prossimo 24 gennaio verrà disegnato il percorso della neonata Nations League, il torneo che rimpiazza le amichevoli con gare da 3 punti e più sfide tra grandi, oltre che più competizione per restare nella massima serie (si compone infatti di 4 divisioni). La volata per il nuovo ct partirà solo a febbraio, quando le governance dei palazzi del pallone dovrebbero essere finalmente decise. E non mancheranno i colpi di scena.