Mancio è diventato il mago del turnover

L a rivoluzione di fine ottobre firmata da Roberto Mancini che riporta l'Inter in cima alla classifica é una fantastica applicazione del turnover in forma modernissima. Sembra quasi un puzzle il gruppo neroazzurro, che viene smontato e rimontato quasi in automatico. Certo é una tecnica da maneggiare con cura, per qualche allenatore che non gode della stessa abilitá può diventare una tortura o addirittura una complicazione. Per Roberto Mancini é invece un giochino che riesce perfettamente. Tra Palermo e Bologna, quasi a fari spenti, la prima dimostrazione: sei cambi tra un viaggio e l'altro alla ricerca del successo perduto e della convinzione smarrita.

Ieri sera a San Siro, spiazzando tutti i cronisti specializzati di Appiano Gentile, ecco il secondo atto, altri sei cambi rispetto a Bologna e questa volta senza rispettare alcuna gerarchia, anzi lasciando in panchina mister 40 milioni Kondogbia e persino il capitano Icardi, colpevole magari d'aver pronunciato quella frase a denti stretti, la sera di Bologna, «ho avuto quattro palloni in tutto e fatto tre gol». Il rischio é il mestiere autentico di un allenatore che ha pochi giorni per preparare la sfida da paura con la Roma e deve avere occhi spalancati per cogliere l'attimo, valutare lo smalto, decidere di rompere, per esempio, il digiuno di D'Ambrosio e assegnargli il ruolo di sentinella sulla destra, dove la velocitá di Salah e Gervinho possono metterlo a dura prova. Con risultati strepitosi a giudicare da qualche salvataggio del giovanotto.

E invece Mancini accarezza l'azzardo e quando c'é da allestire il trio d'attacco ecco la soluzione uscita come un coniglio dal cilindro: tre ragazzi arrivati dalla ex Jugoslavia, tutti insieme, per la prima volta, con una correzione che non passa sotto silenzio. E cioé Perisic e Ljaijc, le due ali, rinculano a mo' di centrocampisti per rendere più solida la trincea affidata a quel mastino di Medel che trova anche lo spunto per diventare l' hombre del partido . La rivoluzione é fatta, nessuno può dirsi indispensabile ad Appiano Gentile e Roberto Mancini é diventato lo specialista del turnover.