Mancio: «Inter come il mio City vittorie, noia e spero stesso finale»

nostro inviato ad Appiano G.

Il Verona è la più difficile perché dopo quella badilata di punti tutti ne danno per scontati altri tre, facili, facili.

Una vera capolista non può cadere in queste trappole e infatti Mancini recita a braccio, il Chievo come il Santos, il Verona come il Madrid: «È un'ottima squadra, domenica ha pareggiato nel recupero dopo essere andato in svantaggio al 90'. Ha carattere. Per vincere occorrerà giocare al 120 per cento». Sistemata la pratica ha risposto anche sull'assente Toni, fuori per circa due mesi: «Giocherà Pazzini che ha quasi le stesse qualità». Poi è arrivata l'ennesima domanda sulla squadra che vince senza piacere: «È dal 1982 che sento parlare così della squadra in testa alla classifica, si tratti di Inter, Milan o Juventus, quando una squadra vince così è noiosa. In Italia c'è questa usanza, ma noi rispettiamo il parere di tutti. Vado indietro con gli anni, anche con il City all'inizio sentivo le stesse cose, spero si ripeta lo stesso finale». Ieri un Mancio molto più tonico, fresco sugli attacchi, sente la gara.

Il finale è gustoso: «Perisic? Si allena con noi solo da dieci giorni, sappiamo che da esterno può fare la differenza. Miranda ha lavorato con il gruppo, credo stia abbastanza bene, valuterò con lui se impiegarlo. Ljajic e Brozovic? Adem sarà un giocatore importante per noi perché ha qualità tecniche straordinarie, utili contro squadre che si chiudono. Sarebbe entrato già domenica se non si fosse fatto male Murillo. Marcelo potrebbe giocare. Melo è stato il più corretto della partita. Ha fatto un fallo normale, in una partita di calcio ci può stare, su di lui si dicono cose inesatte. Gnoukouri è giovane, deve fare esperienza, anche se non gioca non cambia nulla, per lui è più importante allenarsi con i grandi. A gennaio valuteremo se per il suo bene è importante mandarlo a giocare. Conosciamo le sue qualità, sarà un grande giocatore per il futuro dell'Inter. Ma qui nessuno è intoccabile, abbiamo una rosa importante».

Avevamo sentito le stesse parole su Kovacic. E Neymar ha riportato alla luce un altro passato malinconicamente da Appiano: «Ci sono diversi giocatori brasiliani che vorrei al Barça, ma mi piacerebbe molto Coutinho, ha qualità tecniche superiori alla media».

La fonte è la stessa, Massimiliano Mirabelli, lo scouting voluto da Erick Thohir, buon occhio, uno di quelli meno celebrati ma che spiegano il primato in classifica. Anche se poi, per problemi di bilancio, glieli vendono.