Mancio: «Ora l'Europa, fra un anno scudetto»

nostro inviato a Appiano Gentile.

«Il prossimo anno l'Inter lotterà per lo scudetto. Vincerlo è un'altra cosa ma sicuramente potrà lottare». Non è la prima volta che Mancini sventola ottimismo, e allora gli è stato chiesto cosa succederà la prossima stagione: «Ne sono convinto - ha risposto-, questa squadra potrà lottare per lo scudetto e stare al vertice, faremo assieme la preparazione e arriveranno giocatori nuovi che ci daranno una mano». Avrebbe fatto più scalpore se avesse detto che non c'è niente da fare, ancora per anni e anni questa squadra dovrà espiare. Poi ha aggiunto: «L'Inter troverà le risorse per fare una squadra competitiva, anche con chi è già qui, tutti miglioreranno accanto a giocatori di esperienza». Una risposta che odora tanto di Yaya Tourè ma che deve fare i conti con Erick Thohir e Michel Platini. Il presidente ha tuonato da Giacarta: «L'Europa è imprescindIbile, voglio una reazione», ma nel frattempo ha dettato i compiti a Piero Ausilio che deve far cassa, e i nomi mettono ansia, un po' di cash arriva da Bonazzoli, Alvarez e qualche operazione minore, ma è scontato che almeno uno fra Handanovic, Kovacic, Hernanes, Guarin e Icardi verrà sacrificato, con una bizzarra congiunzione astrale. L'Europa serve come il pane per blasone, marchio, sponsor, richiamo, money. Fuori dall'Europa si congelerebbero le sanzioni Uefa, quindi mercato meno all'osso e una stagione di proroga per mettersi in linea con il Fair play finanziario. L'Inter sarebbe ben felice di pagare la sanzione di Nyon pur di giocare in coppa.

Il Mancio al momento sta rigidamente agli ordini: «Dobbiamo fare il massimo per andare in Europa, è importante, faremo il possibile per centrarla e allestire un gruppo che possa lottare su tutti i fronti». La squadra si allena forte, si applica, ma non ci arriva, ha spiegato Mancini evidenziando un limite del gruppo. Dietro qualcosa bisogna fare, certo l'arrivo di un centrale di livello oltre a Murillo, e un esterno di fascia. Nonostante il procuratore di Juan Jesus abbia escluso partenze, il brasiliano non è più ritenuto un pezzo fondamentale, buon segnale invece per Nagatomo negato alla nazionale per l'amichevole con la Tunisia: «Abbiamo deciso di non lasciarlo partire, il ct Halilhodzic è stato gentile, ha capito che sta recuperando, gli evitiamo un viaggio».

Intanto c'è la Samp con quel carico di ricordi e amicizie che Mancini e Mihajlovic si trascinano dietro e getteranno in un Marassi pieno e straeccitato dal serbo che sente un forte odore di Europa: «Devo tanto al Mancio ma devo batterlo. Ma mi piacerebbe tornare a lavorare con lui». Intanto gira la voce del Milan: «Lusingato, sarebbe un grande onore. Ma lì ogni giorno esce un nome nuovo...». Replica del Mancio: «Sarei felice per lui».

Commenti

cicero08

Dom, 22/03/2015 - 14:32

Certo sognare si può sognare. È più che lecito. I problemi iniziano dopo il passaggio del...lattaio