Manolas-Dzeko, alle mani dopo Bosnia-Grecia. Il difensore: "Sembrava una guerra"

Manolas si è lamentato per l'atteggiamento dei giocatori e dei tifosi della Bosnia: "Certe cose non dovrebbero essere fatte. Che vergogna aver mancato di rispetto al nostro inno"

Kostas Manolas, difensore della Roma, sta dimostrando di avere un carattere fumantino. Il greco, dopo la lite avvenuta qualche settimana fa in allenamento con il suo compagno di squadra Diego Perotti, ha avuto un altro alterco anche con Edin Dzeko durante la sfida tra la Grecia e la Bosnia. I due sono anche venuti a contatto con l'attaccante, ex Manchester City, che ha messo una mano in faccia a Manolas.

Al termine di Bosnia-Grecia, gara valida per le qualificazioni al mondiale del 2018 finita 0-0 e arbitrata da Rizzoli, si è scatenato l'inferno con un calciatore greco colpito al volto da un pugno sferrato da uno degli assistenti del ct bosniaco Mehmed Baždarević. Anche Manolas e Dzeko si sono trovati faccia a faccia con il difensore greco che al termine della partita ha accusato: "Certe cose non dovrebbero essere fatte. È stata una vergogna che abbiano mancato di rispetto al nostro inno nazionale. Queste cose non rappresentano il calcio, noi dobbiamo pensare al pallone, invece sembrava una guerra e certe cose andrebbero risolte nei tribunali" .

Commenti

mariod6

Dom, 11/06/2017 - 17:02

D'altronde i bosniaci sono i compatrioti degli zingari che infestano le nostre città assieme ai rom di provenienza est europea. D'altronde i foreign fighters dell'Isis arrivano in prevalenza da Bosnia e Kosovo..... D'altronde per loro il rispetto delle altre nazioni non esiste.....