Maranello, dove nascono le Ferrari top secret

Nell'avveniristico Centro stile del Cavallino a tu per tu con il team diretto da Manzoni

Roberta Pasero

Maranello Non aprite quella porta. Potreste trovarvi davanti la Ferrari del futuro. Sempre che riusciate a entrare. Perché in questo luogo segreto dove si immaginano le linee, i volumi, le curve che rendono le Ferrari capolavori senza tempo, nessuno è ammesso. Dove? Nel nuovo Centro stile Ferrari aperto da qualche mese nel quartier generale di Maranello: un'opera d'arte già vista da fuori, rivestita da tremila pannelli triangolari di vetro e maglie di alluminio dorate e flottanti, pronte a infiammarsi di colore quando cala la sera. Quattro piani segretissimi di 1.600 metri quadrati l'uno dove nascono tutte le dream car Ferrari. Vietate le telecamere, vietato scattare fotografie, security cam posizionate ovunque, security badge per aprire ogni porta di questo forziere creativo che per la prima volta è stato svelato a pochi giornalisti.

«È la nostra casa tanto desiderata, interamente dedicata al design, dal foglio di carta al prototipo, dove i sogni Ferrari diventano realtà. È un edificio evocativo con una forma simbolica, che nella sua architettura richiama quella delle nostre supercar», racconta Flavio Manzoni, architetto appassionato e design director Ferrari, che ha firmato anche la FXX K, la California T, la Portofino, la Monza SP e la prossima Ferrari Ibrida, che sarà svelata il 29 maggio. «La facciata a doppia pelle che riveste l'edificio è levigata e dinamica come la fiancata di una Ferrari e ha il duplice scopo di filtrare la luce naturale e di non fare osservare dall'esterno le aree sensibili del Centro Stile. Invece le superfici concave e convesse che s'intersecano generano tensioni e accelerazioni dei volumi per dare leggerezza, sensualità ed effetto filante, proprio come accade con le carrozzerie Ferrari».

Qui Manzoni e le cento matite multietniche del suo team, età media inferiore ai 40 anni, tracciano le linee delle Ferrari del futuro. Qui i disegni si trasformano in 3D con modellazione virtuale e gigaconfiguratori proiettati su pareti di tredici metri. Qui nella virtual room al primo piano i designer negoziano con gli ingegneri l'equilibrio perfetto tra creatività delle forme e razionalità dei motori. E quando nel caveau sotterraneo le frese finiscono di modellare a grandezza naturale i clay rifiniti a mano come sculture, e nei laboratori di selleria e color&trim si definisce il match tra esterni e interni, i prototipi Ferrari salgono finalmente al quarto piano in una terrazza «invisibile» per essere giudicati alla luce naturale.

Un progetto di stile che dura all'incirca 15 mesi, ma che a qualcuno non basta: a chi è in cerca del pezzo unico, sono stati 250 lo scorso anno, è destinato il programma luxury Tailor Made. Un ambiente sartoriale anche interattivo, al secondo piano, dove con una triade di consulenti e personal designer, si può scegliere tra infinite personalizzazioni di sedili e volanti, tra tavolozze di vernici e di tessuti (anche antiproiettile) d'ispirazione racing, heritage o futuribile. «Una Ferrari ha sempre bisogno di tre requisiti: innovazione tecnologica, piacere di guida e bellezza», afferma Manzoni. «Disegnarla significa partire da una visione, immaginare il futuro, sognare, creare. E spostare il limite del possibile ogni volta più in là».

Commenti

cir

Mer, 15/05/2019 - 11:34

vi nascondete per fare dei catorci ????