Marchisio e Pogba assicurazione di Conte sulle bucce di banana

Il tecnico non si fida dell'Udinese: "Attenti a non scivolare". E sogna: "Bambini e ultrà in curva in clima educativo..."

Torino - Due a due. Tra Marchisio e Pogba. Nel senso che entrambi hanno segnato finora due gol all'Udinese, avversario odierno della capolista Juventus in uno Stadium pieno di 12.500 bambini che affolleranno le curve chiuse agli ultras e comunque ai tifosi organizzati. «L'assenza dei nostri tifosi più caldi ci penalizzerà - ha detto Conte -. Un giorno mi auguro di vedere tantissimi bimbi in curva con gli ultras, in un clima educativo: ci sarebbero più responsabilità per tutti. Certo, le regole vanno rispettate: ci sono però episodi altrettanto brutti che dovrebbero essere puniti. Offendere i morti dell'Heysel e quelli di Superga, oppure devastare gli stadi, è più grave che intonare alcuni cori beceri. La situazione andrebbe adeguata».

Data una pacca sulle spalle a chi vede soprattutto (solo?) in lui il vero spirito della Juventus, Conte oggi rilancerà certamente il Principino: magari proprio al posto di Pogba, oppure a quello di Vidal. Da Marchisio comunque oggi non si dovrebbe prescindere e, visti i tempi, è anche una mezza novità: su 18 impegni ufficiali, il ragazzo cresciuto nelle giovanili bianconere ne ha disputate solo dieci da titolare e, pur tenuto conto di qualche guaio fisico, è un fatto che rispetto al passato non sia più una primissima scelta. In futuro, chissà: le vie del mercato sono infinite. Potrebbe partire lui (Monaco? Premier League?), potrebbe farlo anche Pogba (Psg? Chelsea?) oppure potrebbero rimanere entrambi. Nel frattempo remano dalla stessa parte - pur se è ovvio che l'azzurro avrebbe gradito rimanere di più sul palcoscenico - e l'Udinese porta bene a entrambi. Quattro gol complessivi, uno più bello dell'altro: Marchisio ha segnato al Friuli il 19 settembre 2010 con un sinistro al volo su assist di Krasic, bissando poi il 30 gennaio 2011 a Torino con una mezza rovesciata degna di un vero attaccante. Pogba ha invece realizzato una doppietta da urlo il 19 gennaio scorso martoriando il povero Padelli con una sberla da 35 metri e un destro dal limite. E se nella stagione attuale il francese ha già gioito cinque volte, l'azzurro è tuttora a secco e anche questo suona strano visto che per trovare un Marchisio senza gol al 1° dicembre bisogna risalire alla stagione del ritorno in serie A.

Dettagli, forse. Quel che importa è che la Juve sia di nuovo davanti a tutti e che oggi «non scivoli sulla classica buccia di banana», arrivando da cinque vittorie di fila e con la porta inviolata da 460 minuti. «Durante un campionato ci sono sempre due o tre momenti decisivi, dove non bisogna sbagliare. Vogliamo restare in testa, ottenendo il massimo contro avversari pronti a disputare contro di noi la partita della stagione. L'Udinese ha giocato l'ultima partita a ritmi altissimi ed è in ripresa dal punto di vista fisico. Attenzione alle ripartenze e a Di Natale, grandissimo giocatore capace di colpi eccezionali». Il buon Totò ha però segnato alla Juve (che avrebbe potuto essere sua) solo quattro gol in 19 precedenti di serie A ed è rimasto a secco nelle ultime sei sfide: il meglio probabilmente è già passato, ma è chiaro che certi giocatori vanno tenuti d'occhio sempre e comunque. Quanto alla Signora, ritrova Barzagli e riaccoglie Lichtsteiner tra i convocati: in attacco, si riparte per la quinta volta di fila dall'accoppiata low cost Tevez-Llorente. E la concorrenza schiatti pure di invidia.