Maroni: «Al 99,9% Monza salva». Mancano solo i soldi

L'ottimismo di Roberto Maroni e il cinico realismo di Bernie Ecclestone. In mezzo il pragmatismo di Sergio Marchionne. Il destino del Gp d'Italia ieri ha vissuto un'altra giornata delicata. Il presidente della Regione Lombardia dopo l'incontro con il patron del circus è scattato come per una pole: «Al 99,9 il gp è salvo». La fiducia del governatore leghista riposta tutta nel fatto che «la mia paura era di trovarmi di fronte a una chiusura a priori. Invece così non è. Il rinnovo non è una mission impossible». Però lo stesso Maroni ammette che rimane un gap economico importante da chiudere, equivalente ai 7 mln l'anno per 10 anni che garantirà la Regione. «Servono circa 35 milioni di dollari da trovare tramite uno sponsor privato oppure eventualmente tramite l'intervento del Governo». La cifra potrebbe anche essere limata al ribasso. Maroni ipotizza una data per la firma: «Inizio dicembre». E poi si fionda da Matteo Renzi per informarlo sull'esito dell'incontro e soprattutto per girargli i desiderata di Ecclestone. Quindi il Premier oggi sbarca “preparato” a Monza: mancano ancora i soldi, tanti.

Anche perché Ecclestone non indietreggia: «Noi non vogliamo toccare Monza. Io vengo qua forse da più tempo di lui». Non c'è spazio per le previsioni. «Noi siamo stati ottimisti, abbiamo cercato di trovare una soluzione, ma non possiamo fare accordi diversi dagli altri Paesi» spiega. «Sappiano cosa è successo in Germania dove si correva da tanto tempo quanto Monza e anche in Inghilterra». Quindi Ecclestone è lapidario: «La soluzione è la stessa di quando voglio comprare qualcosa e non ho i soldi: non la compro!».

Oggi vedrà anche Renzi. Intanto il presidente della Ferrari sulla questione Gp d'Italia non nega «l'importanza di Monza, ma non è compito nostro negoziare. Bernie capisce l'importanza di questo circuito per l'Italia. Ma è una questione delicata, abbiamo visto cosa è successo con la Germania che ha perso il Gp». Comunque le parole spese dalla Ferrari a favore di Monza, sono servite, come ha fatto notare Ivan Capelli, presidente di Aci Milano che però “boccia” l'ipotesi alternanza con Imola: «Economicamente non paga».

Oltre Monza, Marchionne è alle prese anche con le questioni del vertice Ferrari come l'imminente addio dell'ad Felisa. E a chi gli dice che anche su Montezemolo aveva detto che non se ne sarebbe andato, la risposta è: «L'aveva detto lui che non avrebbe mai lasciato». Mentre per ogni ridefinizione dei ruoli, Marchionne Ceo e John Elkann presidente, prego ripassare: «Non siamo ancora arrivati a quel punto».

DPis