Marquez cannibale in casa Rossi dietro la banda spagnola

Marc Marquez senza limiti. Nemmeno l'effetto Jerez, che segna il ritorno in Europa della MotoGp, rimescola le carte. Infatti la pole, e che pole, la firma il campione del mondo in carica che oggi vuole festeggiare al meglio la centesimo gara della carriera. È la quarta stagionale su quattro gran premi. Una dittatura che ha già dato una piega precisa al Mondiale: lo spagnolo davanti e gli altri a inseguire più da lontano che da vicino. Una supremazia che assume tratti imbarazzanti nel sabato del gp di Spagna perché Marquez sembra giocare al gatto col topo con gli avversari lasciandoli illudere prima di riportarli violentemente alla realtà.
Infatti la trama ha passaggi al confine del diabolico: Jorge Lorenzo, che esordì proprio a Jerez e si presenta con il casco celebrativo per le 200 partenze, esce per primo e piazza subito il tempone. Marquez non si scompone quando chiude il suo primo giro buono a due decimi. Rientra ai box e prende la seconda moto a conferma della supremazia tecnica della Honda. Rientra e lima lo svantaggio a 60 millesimi. A quel punto la Yamaha assapora il colpaccio, ma sulla bandiera a scacchi Marquez piazza il colpo da ko: pole con primato della pista che resisteva dal 2008 quando c'erano ancora le gomme da qualifica. Una prestazione monstre se si considerano anche gli oltre 50 gradi di temperatura sull'asfalto. Insomma il leader del mondiale ha confezionato l'ennesimo prodigio e rifilato un altro schiaffo a Lorenzo, detentore dell'ex giro record.
Una mazzata per lo spagnolo della Yamaha: «In gara proveremo a seguire Marquez, altrimenti un altro podio sarebbe fantastico». Potrebbe sembrare una resa, ma quando si tratta di Lorenzo è un errore: «Sul passo gara abbiamo dimostrato di avere una grande consistenza». Vero, ma Marquez sembra curarsi più di Dani Pedrosa che chiude la prima fila staccato di 5 decimi. «Dani ha un ritmo forte anche migliore del mio, ma la pole è importante. Anche se ho fatto un po' più di fatica», dice Marquez e se non fosse lui a parlare ci potrebbe scappare l'accusa di irriverenza.
Però è anche vero che la gara è tutta da correre e al via lui non è impeccabile. E se la prima fila è dei soliti noti, dietro c'è subito Valentino Rossi, quarto e ultimo ad abbattere il muro dell'1'39”. Il Dottore cresce, risulta il più veloce nel secondo intermedio, ed è un sabato che dà fiducia anche perché scatterà davanti e senza il traffico delle open che temeva alla vigilia. Infatti si mette dietro anche Aleix Espargaro solita mina vagante che sul più bello non regge la pressione e si sdraia nella ghiaia. Chiude la seconda fila un superlativo Dovizioso che paga i compagni di box della Ducati, Iannone e Crutchlow rimasti addirittura fuori dalla Q2.
Buone notizie per l'Italia anche dalla Moto3, ma stavolta non da Romano Fenati perché il vincitore del gp d'Argentina è solamente decimo, dietro anche al compagno del team di Valentino Rossi targato Sky, Francesco Bagnaia. La sorpresa la regala Niccolò Antonelli del team Gresini che oggi scatterà dalla seconda posizione in griglia. Il tricolore a due ruote sembra meno sbiadito.