Marquez e la prima carta per il tris mondiale Gli altri pensano al prossimo anno e litigano

Marc a un passo dal titolo. Yamaha e Ducati divise sui test di fine stagione

Federico Malerba

La logica dice che Marc Marquez dovrà aspettare ancora una o due settimane prima di festeggiare il suo terzo titolo mondiale della MotoGP (il quinto considerando anche la Moto2 e la ex 125), ma la matematica ribatte che teoricamente potrebbe farlo già domani mattina in Giappone. Per riuscirci dovrebbe vincere la gara di Motegi (sveglia all'alba per chi vorrà seguirla in diretta dalle 7 su Sky o anche in chiaro su TV8) e contemporaneamente guadagnare almeno 24 punti su Valentino Rossi e 10 su Jorge Lorenzo. Sarebbe già improbabile in condizioni normali, lo è ancora di più se si considerano un paio di situazioni contingenti: la prima è che il circuito giapponese si adatta alle Yamaha più che alle Honda, almeno sulla carta; la seconda che mancheranno un paio di pezzi da novanta in grado di inserirsi tra il leader della classifica e i suoi rivali diretti.

Al terzo forfait consecutivo di Iannone - che sarà sostituito da Barbera, mentre per rivedere Stoner su una Ducati l'ultima piccolissima possibilità è legata al Gp d'Australia - va aggiunto infatti quello di Daniel Pedrosa, che cadendo alla curva 11 alla fine delle F2 si è (di nuovo) fratturato la clavicola destra ed è già in volo verso la Spagna per essere operato; sarà sostituito da Aoyama e se va bene lo rivedremo in pista per l'ultima gara, il 13 novembre a Valencia. Non aveva brillato, Pedrosa, al contrario del compagno di squadra Marquez che nonostante l'ennesima scivolata in prova nelle prime due sessioni di libere è sempre stato vicino ai migliori, rispettivamente Lorenzo e Dovizioso.

Valentino Rossi, che alla vigilia non aveva nascosto la sua speranza di tornare alla vittoria dopo sette gare, ha avuto invece più difficoltà del previsto: «Nelle FP1 ero abbastanza competitivo, poi di pomeriggio ho fatto più fatica. Le gomme dure non mi hanno dato buone sensazioni e anche quando ho montato le morbide non ho migliorato abbastanza. Dovremo lavorare molto sul bilanciamento perché qui si frena con tutta la forza».

Per provare a tenersi dietro in classifica Lorenzo (stamattina la pole dalle 7.10) al Dottore servirà un gran bel passo avanti, anche perché lo spagnolo sembra caricato al massimo dal doppio derby interno. Quello con Rossi per il platonico secondo posto nel mondiale, e quello con la Yamaha che gli ha concesso di provare la Ducati a Valencia, immediatamente dopo la fine della stagione, negandogli però di bissare a Jerez. «Noi lasceremo Iannone libero di provare la Suzuki - ha detto l'ingegner Gigi Dall'Igna - quindi ci aspetteremmo altrettanta sportività da parte della Yamaha». Secca la replica di Lin Jarvis, manager della casa del Diapason: «La sportività l'abbiamo dimostrata concedendo una deroga per Valencia, per il resto i contratti (quello di Lorenzo scade il 31 dicembre, ndr) vanno rispettati». Mancano ancora quattro gare ma la nuova stagione sembra già iniziata