Marquez nella storia, è il più giovane di sempre

Record nella classe regina: 20 anni e 63 giorni. Il primato di Spencer era dell’83

Nella capitale del Rodeo nasce una stella. Marc Marquez doma Dani Pedrosa, diventa il pilota più giovane nella storia a vincere nella classe regina. A venti anni meglio di Freddie Spencer per una manciata di giorni: 133 per la precisione. Il ragazzino terribile ha studiato per dodici giri il compagno, poi quando ne mancavano nove al traguardo ha rotto gli indugi. Nel duello tutto spagnolo El Cabroncito ha fatto la parte del torero, mentre Camomillo quella del toro infilzato. Una sverniciata d'autore il sorpasso, una prova di maturità l'autorevolezza con cui ha gestito la gara. Dritto per la sua strada come nella scelta diametralmente opposta sulle gomme: dura posteriore per Marc, morbida per Pedrosa. E adesso le gerarchie in casa Honda potrebbero dover essere riviste nel giro di breve perché Marquez aveva già messo il cupolino davanti a Pedrosa nella prima gara e ora è al comando del mondiale insieme a Jorge Lorenzo. Intanto Pedrosa gli ha rifilato un paio di “schiaffetti” amichevoli (di complimenti) sul casco dopo il traguardo. Prima di inchinarsi al ritmo del ragazzino: «Alla fine ero molto stanco». Marquez ringrazia e trova la forza di un semplice ma efficace: «È bellissimo, tutto perfetto. Sto imparando, troppo presto per parlare del mondiale». Gli rende onore anche Lorenzo: «Complimenti a Marc, è nella storia, ha fatto anche meglio di me».

Tutto questo nel giorno in cui la Yamaha ha potuto guardare solo da lontano lo spettacolo di marca Honda. A partire dallo stesso Lorenzo. La gara del campione del mondo in carica ha evidenziato tutti i limiti di una moto incapace di tenere il passo della rivale storica sulla pista texana. In tutto questo è rimasto a malapena a galla Valentino Rossi, che ha chiuso dietro anche a Crutchlow e a Bradl, rispettivamente con la Yamaha e la Honda non ufficiali. Per il dottore la gara ha confermato tutte le difficoltà di un weekend che più complicato non si poteva immaginare dopo il bel secondo posto in rimonta all'esordio in Qatar. Un solo sussulto all'inizio quando pur di mettere la ruota davanti a quella della Ducati di Dovizioso non ha esitato a fare sportellate, e forse anche qualcosa in più contro il suo erede sulla Rossa. Poi ha messo in scena una gara anonima, un tiramolla con Bradl con un'intenzione di rimonta appena accennata, ma che nei fatti non si è mai concretizzata. Anzi alle sue spalle ha tenuto bene il passo proprio quel Dovizioso che ha chiuso non lontanissimo dal dottore. La speranza di Rossi è che tra quindici giorni in Spagna sia tutta un'altra storia.