Marziani a Firenze Siviglia è da record

Tra andata e ritorno 5 gol ai viola che sbagliano anche un rigore Gli spagnoli, unici a vincere la coppa due volte di fila, vicini al bis

«Si, ma la finale ce l'eravamo giocata all'andata». Era quello che anche l'ultimo tifoso della Fiorentina non avrebbe mai voluto sentirsi dire. Intendiamoci, i viola hanno giocato, hanno fatto quasi il possibile e hanno avuto le loro brave occasioni ma quando Ilicic ha fallito il rigore del possibile 2-1 a metà ripresa, anche quell'ultimo dei tifosi ha infilato il cuscinetto sotto il braccio e ha lasciato il Franchi.

Dopo 22 minuti Bacca aveva anticipato in area Savic e chiuso definitivamente la saracinesca su eventuali riaperture di programma. Dopo neppure cinque minuti, in uno stadio inerme, ancora una palla avvelenata in mezzo all'area sempre da Banega su punizione, rimbalzo strano, Basanta però liscia da bidone, Carrico è a un metro, forse un metro e mezzo dalla riga di porta di Neto e la mette portando il Siviglia sullo 0-2 che sommato al 3-0 dell'andata fa manita piena.

Il tracollo viola è inspiegabile e umiliante. L'inserimento di Pizarro che in Spagna aveva dato segnali positivi è stato ininfluente e il cileno si è esibito più in piroette su se stesso, classico del suo repertorio, che in imbucate sapienti. Ilicic almeno il triplo più influente di Gomez ha dato un senso alle offensive viola ma dietro è stato un pianto. Montella, dignitoso e garbato, versione soft del tecnico moderno, ha incitato a tenere il campo, a non sbragare senza ritegno.

Il Siviglia di Emery non ha avuto un minimo di pietà, ha continuato a picchiare duro, a sfiorare il terzo, a correre, a raddoppiare. Dietro quando è attaccato gioca a cinque, come tutte le squadre del mondo, ma è squadra mobile, tutti sempre in movimento perpetuo, un moto a luogo da esaurimento con nomi impronunciabili sebbene siano scafati professionisti del football, girovaghi per indole. Timothée Kolodziejczak è un francese di padre polacco, parenti e amici hanno deciso di chiamarlo Kolo per abbreviare il suo lungo e complicato nome. Benoît Trémoulinas è nazionale francese, Grzegorz Krychowiak nazionale polacco. Con i loro nomi impronunciabili come a bordo di una capsula spaziale di altra galassia, questi tipi con due gambe e una sola testa come noi hanno vinto una Europa league la scorsa stagione e in questa stanno offrendo il calcio migliore.

La Fiorentina non li ha mai sottovalutati ma è indubbio che non si aspettava dei marziani. Il Franchi non aveva neppure la forza di chiedere il gol dell'orgoglio, osservava senza riconoscere la propria squadra, continuando a chiedersi cosa mai avessero in più questi spagnoli che adesso potrebbero ripetere un exploit già compiuto nel 2007, e cioè vincere per due anni consecutivi l'altra coppa europea. Bravi, intelligenti e fortunati.