Matri e Osvaldo gli ex per caso

Entrambi hanno fatto male alle loro squadre con l'altra maglia: Matri "cenerentolo" l'anno scorso, Osvaldo in un clamoroso Juve -Fiorentina 2-3 che è anche l'ultima vittoria viola a Torino

L’Europa è una questione tra due ex in prestito gratuito. Juventus e Fiorentina si affidano ai gol di Pablo Daniel Osvaldo e Alessandro Matri. La vita fa compiere giri strani e il destino si diverte, ma con i due attaccanti sembra andare oltre. Hanno segnato la storia recente di due squadre che adesso sono pronti a tutto pur di far piangere. L’oriundo azzurro regalò ai viola una vittoria a Torino contro i bianconeri che mancava da venti anni. Era il 2008, un colpo di testa con tanto di “mitragliata” in pieno recupero. Osvaldo fu tra gli artefici del ritorno in Champions di quella Fiorentina, firmato con una splendida rovesciata, sempre a Torino ma contro i granata all’ultima giornata. Matri, invece, ha messo la firma sui due scudetti dell’era Conte: dieci gol a stagione, alcuni di un peso specifico enorme. Firmò il pareggio in Milan-Juve del “fantasma” Muntari nel primo titolo e il gol vittoria a San Siro contro l’Inter l’anno scorso.

Due centravanti che hanno già fatto male alle loro ex squadre. Osvaldo l’anno scorso in campionato con la maglia della Roma segnò sia all’andata che al ritorno, pesantissimo quello di Firenze che di fatto costò la Champions ai viola. E c’è un terzo gol che risale ai tempi del Bologna: scaricato a gennaio si vendicò in agosto alla prima in campionato. Matri non era un ex, ma convinse la Juve a portarlo a Torino dopo i quattro gol realizzati alla Signora con la maglia del Cagliari. Due che si devono far perdonare qualcosa: Osvaldo anche con Lecce (in serie B) e Roma, oltre alla Fiorentina, a segno contro i bianconeri; Matri con la Juve vanta due scalpi, l’ultimo addirittura da “cenerentolo”, senza scarpa.

Per questo Conte (Llorente permettendo) e Montella puntano su di loro. Due che non si farebbero problemi ad esultare in caso di gol, nessuna manfrina sul rispetto per i vecchi colori. Osvaldo l’ha dimostrato coi fatti: basta ricordare la maglia rock sfoggiata al Franchi l’anno scorso. Matri per ora si limita alle parole pronunciate prima di Juventus-Milan dello scorso ottobre: “Se segno esulto”.

Già perché allora era un giocatore del Milan, che lo aveva acquistato dai bianconeri per dodici milioni. Anche Osvaldo era altrove, al Southampton dopo il burrascoso addio alla Roma. Nessuno dei due pensava di ritrovarsi di fronte pochi mesi dopo. L’oriundo azzurro tornato dall’Inghilterra per andare al Mondiale, il “mitra” di Sant’Angelo Lodigiano approdato in riva all’Arno dopo il flop in rossonero. Due prestiti “gratis” da trasformare in oro per l’Europa e per il riscatto.