Matri rilancia la Juve «Un altro scudetto è una grande impresa»

TorinoIl rischio, da sempre, è che i tifosi della Juventus si abituino (troppo) bene. Conte ha annusato l'aria e, in tempi non sospetti, ha già detto che «vincere lo scudetto non può essere considerata una cosa normale. Dopo due settimi posti, vincere e magari concedere il bis sarebbe straordinario». Adesso che ci si avvicina alla meta, tanto vale ricordarlo e non fare gli schizzinosi nemmeno dopo avere preso due sberle dal Bayern che paiono precludere l'accesso alla semifinale di Champions: «Mi stupisce che possa non bastare il secondo tricolore di fila per fare felici i nostri tifosi - ha detto ieri Matri -. Non dobbiamo mai dimenticare che l'anno passato non abbiamo perso una sola partita: essere pronti a ripeterci e avere un vantaggio come quello attuale sugli inseguitori dovrebbe regalare sorrisi a tutti. Capisco l'amarezza, che è anche la nostra, per quanto accaduto contro il Bayern: per tanti di noi però la Champions era una novità e abbiamo sempre detto che l'avremmo vissuta come un'esperienza e un sogno da coltivare strada facendo».
Motivo per cui, mercoledì prossimo «ce la giocheremo al massimo: se non dovessimo passare il turno, almeno vorremo giocare da Juve. A Monaco ci siamo fatti condizionare e intimorire dal gol preso dopo nemmeno trenta secondi: forse, senza quello, le cose sarebbero andate diversamente». Il che non suoni come un'accusa a Buffon, «il quale non viene mai esaltato abbastanza - lo difende Matri -. E' il Messi e il Maradona dei portieri: nella storia del calcio, forti come lui non ce ne sono stati». E se Beckenbauer lo ha bollato come “pensionato”, il numero 32 non ha timore a parlare di «dichiarazioni poco intelligenti, che Gigi ha comunque preso bene».
«Certe esternazioni, pronunciate da un'icona come Beckenbauer, fanno male - ha aggiunto Marotta -. Ci vuole rispetto per un professionista e un uomo come Buffon». Cui anche il ct azzurro Prandelli indirizza una carezza: «Gigi ha risposto benissimo, con grande equilibrio e ironia. Dimostrerà la sua maturità anche sul campo, la partita è aperta». Del resto non è facile essere Buffon e lo stesso giocatore lo sa benissimo, visto anche quanto accaduto lo scorso anno quando un suo errore permise al Lecce di pareggiare a Torino riaprendo in apparenza la corsa scudetto: successe un finimondo e qualcuno tirò addirittura in ballo l'argomento calcioscommesse. Il portierone tirò dritto e la Juve arrivò ugualmente al traguardo: se succederà anche questa volta - per di più in Champions, che il numero uno non ha mai vinto - tanto meglio. Intanto ci sono da rimontare due gol, come nella sua storia la Signora è riuscita a fare solo nel 1964-65, contro l'Atletico Madrid in occasione della Coppa delle Fiere, ma partendo da 1-3 e grazie allo spareggio: «Non siamo quelli di Monaco - ha detto Chiellini a Sky -. L'impresa, pur difficilissima, è fattibile. Beckenbauer? Credo che i tedeschi cambieranno presto idea: prima di parlare, avrebbero dovuto documentarsi su quanto fatto da Buffon nel recente passato». Metabolizzato il ko, adesso è il momento di rilanciare la sfida: «Tutto è possibile - chiude Matri - pur riconoscendo che loro hanno giocatori pazzeschi, capaci anche di starci dietro dal punto di vista fisico. Prima, però, battiamo il Pescara e avvicinaimoci allo scudetto: anche senza quel benedetto top player che tutti aspettano, un po' di meriti questa squadra li avrà pure». Domani intanto potrebbe avere a disposizione qualche minuto un ex top player come Nicolas Anelka. Tuttavia contro il Bayern il francese - ingaggiato a gennaio “per la sua esperienza internazionale” - è finito addirittura in tribuna: difficile l'abbia presa benissimo.