Max e Rudi cercano una notte magica nella partenza feroce

F ine della propaganda europea, la Champions league non prevede più parole e progetti, da oggi si gioca e le due squadre nostre sono chiamate, subito, a un esame feroce: stasera la Juventus, rivista e scorretta, si gioca una fetta di dignità conquistata fino al giugno scorso con la finale di Berlino e di prospettive finanziarie, dopo l'avviso di Exor al club bianconero di un futuro difficile per il suo bilancio. L'avversario è il Manchester City di Pellegrini che sta guidando la classifica di Premier avendo fatto il pieno, cinque partite, cinque vittorie, undici gol realizzati e nessun gol preso, esattamente il contrario di quello che ha saputo fare finora Allegri, alle prese con i propri dubbi e un gruppo che appare sconclusionato e in deficit atletico. L'alibi dei nuovi innesti è per gli ignoranti, contro il Chievo erano tre in campo e tutti sotto la sufficienza, quando sono stati inseriti anche Mandzukic e Cuadrado allora la squadra ha creato maggiori pericoli. L'assenza di Aguero non peserà più di tanto ma la velocità di Sterling e lo strapotere fisico di Touré fanno squadra.

Di contro la Roma ha messo in cassa il massimo con il minimo sforzo ma è chiamata alla sfida dell'anno contro i campioni di tutto, il Barcellona che è primo nella Liga con tre vittorie su tre avendo segnato soltanto quattro gol, quelli necessari per battere gli avversari. La partita dell'Olimpico fa tornare in mente la serata maledetta con il Bayern di Monaco, la Roma ha preso coscienza di quella clamorosa, nel punteggio, sconfitta, sembra più solida anche se non ha ancora tracce definitive di gioco e il suo ottavo re, Francesco Totti, sta improvvisamente conoscendo la ruggine del tempo. Profumo argentino all'Olimpico, c'è Messi ma mi piacerebbe vedere il bairense Iturbe, sollecitato dal duello con il Maestro.

Per Allegri e Garcia la vetrina è importante, il primo ha già dimostrato all'Europa di poter essere protagonista ma oggi deve fare i conti con un'azienda dismessa e diversa dal passato prossimo; l'altro ha la voglia tremenda, come il suo pubblico, di trovare l'orgoglio per una notte magica. Le speranze sono le sole a tenere in vita due partite impossibili.