Max: "Non siamo qui solo a difenderci" Alves: "Possiamo eliminare i migliori"

L'ex: "Ritornare? Mi hanno fatto fuori, ma non riconosceranno l'errore"

A sentire Allegri, la ricetta per uscire indenni dal Camp Nou è normalità'. Nessuna tensione. Nessun clima da battaglia. Nessuna pressione eccessiva. Due parole su tutte, tra le preferite del tecnico livornese: «Lucidità e tecnica. Credo potranno esserci diversi gol e i momenti di difficoltà non mancheranno: in quel caso, dovremo rimanere tranquilli. E continuare, se ci riusciremo, a proporre una buona fase difensiva e una offensiva». Punto e a capo. Cercando di segnare «ogni qualvolta avremo la palla tra i piedi, perché le loro debolezze in fase di non possesso non saranno cambiate in una settimana».

Chiarissimo anche in questo caso: il Barcellona va rispettato, non demonizzato. La Juve si sente alla sua altezza e anche un po' più su: non le resterà che dimostrarlo. Svuotando la testa dai tre gol segnati all'andata, «da dimenticare. Bisognerà giocare come se fosse una partita secca. Formazione? Probabilmente non ci sarà alcuna variazione rispetto all'andata, ma servirà una partita diversa». Lucida, ecco. Senza caricarla di troppe attese, anche perché «se passassimo il turno, non avremmo ancora vinto nulla: serve equilibrio, sempre».

Sereno l'allenatore, serenissimo ed emozionato Dani Alves. Il Grande Ex, coccolato da tutto l'ambiente blaugrana dove è rimasto otto stagioni vincendo tutto: «Provo sensazioni meravigliose nell'essere di nuovo qui, ma sono un professionista e darò tutto per la Juve. Credo abbiamo il sessanta per cento di possibilità di farcela. Non mi sono mai pentito di essere andato via, non rientra nel mio modo di fare». Occhialoni da sole e sorriso contagioso, come sempre: «Non sono nessuno per insegnare ad altri, ma vivo questo lavoro con un'intensità e un atteggiamento forse unici. Se fai le cose trasmettendo all'esterno felicità, puoi forse contagiare chi ti sta vicino e aiutare gli altri. Io vivo di sogni e lavoro per realizzarli: sono stato attratto dall'idea di aiutare una società come questa a vincere un trofeo che le manca da più di venti anni. Possiamo farcela, sì. Eliminando una squadra unica, probabilmente la migliore al mondo della quale resto un tifoso a distanza. Io di nuovo qui per chiudere la carriera? È stato tutto molto bello, ma non è possibile. Dovrebbero cambiare molte cose». Perché anche chi vive con il sorriso sulle labbra può indispettirsi per il deterioramento di certi rapporti e decidere di cambiare strada. Per sempre.