Macché match del secolo... Era illusionismo

Mayweather batte Pacquiao ai punti. Ma i due si sono solo "pizzicati". Più che boxe una partita a scacchi

La critica migliore l'ha allungata Floyd Mayweather senior. «Papà voleva che facessi meglio», raccontato da Floyd junior, mentre sul ring gli piovevano fischi e l'arbitro gli alzava in alto il braccio del vincitore. E bravo papà Mayweather, sa ancora distinguere fra un match del secolo e una litania pugilistica dei tempi nostri. Aveva ragione chi consigliava gli spendaccioni di Las Vegas di far miglior uso dei danari: magari impiegarli in beneficenza. 1379 euro il posto meno costoso, 100 dollari per le pay per view: fate un po' di conti.

L'improbabile match del secolo di Las Vegas, il mondiale dei pesi welters fra Floyd Mayweather e Manny Pacquiao, si è risolto come una noiosa partita di scacchi, fra mossette accennate, pochi pugni, una sorta di didattica della boxe spiegata al pubblico ma senza farsi male e talvolta senza trovare l'avversario. Il politico Pacquiao abituato al fumo negli occhi, stavolta se l'è ritrovato negli occhi suoi: arrembava, assaltava, ma i colpi spesso prendevano l'aria. Mayweather è abilissimo nello sgusciare via dai pugni avversari, credi di averlo preso, in effetti lo hai solo pizzicato: come è accaduto a Pacquiao nella 4ª ripresa e in poche altre occasioni. E il pronostico ha mantenuto le impressioni della vigilia: per i giudici (118-110, 116-110, 116-110) è ancora più vantaggiosa e vincente la boxe dello sparagnino Mayweather. Ma anche i giudici hanno esagerato: i punti di diversità erano al massimo tre. Mayweather ha dimostrato di essere padrone del ring e della scena, più carismatico: ha sofferto qualche pugno, il sinistro aggressivo, l'11° round per la battaglia vera con destri e sinistri.

Ora, unificate tre corone mondiali welters e con Mayweather prossimo ai 49 match senza sconfitte in Rocky Marciano style (manca solo l'ultimo che sarà anche l'ultimo della carriera), cos'altro ha lasciato il match di Las Vegas? L'idea che i due migliori pugili, ormai anzianotti (38 anni il campione, 37 il filippino), di questa epoca non entrebbero nella lista dei primi 10 welter di sempre. Qualche nome: Sugar Ray Robinson, Sugar Leonard, Tommy Hearns, Henry Armstrong, Barney Ross, Ted Kid Lewis, Carmen Basilio, Emile Griffith, Josè Napoles, Don Curry, Wilfredo Benitez. Dimenticando Trinidad, Mc Crory, Kid Gavilan, Mickey Walker e altri, perfino Roberto Duran in versione welter. Eppure Mayweather si consolerà: resta il pugile più ricco (e più folle) di questo secolo.