Mazzarri antipatico per scelta: «Non faccio l'attore»

L'allenatore criticato s'aggrappa alla Curva. «Reagisco ai giudizi ingiusti che condizionano la gente»

«Cosa volete, sono sempre stato un allenatore antipatico perchè sono serio». Non è un momento facile per l'Inter che ha mantenuto la testa della classifica e la porta inviolata in Europa, in campionato ha fallito una sola gara peraltro giocandola in dieci, ma tutto questo senza accendere la piazza, conquistare i critici, guadagnando solo giudizi negativi da parte di ex glorie. Ieri il tecnico era particolarmente nervoso e irritabile, ad alcune domande ha scelto di non rispondere, un labiale colto da Radio Capital dopo Inter-Qarabag lo ha messo di traverso con certa stampa: «Se ancora non mi conoscete mi importa relativamente, di alcune critiche ne faccio tesoro, reagisco a quelle ingiuste, influenzano la gente che poi si fa un'idea non reale». Capire come mai non ci sia feeling tra il tecnico e Milano, è perdere tempo, e Mazzarri lo sa bene, tanto che lo spiega ai suoi giocatori: «Un ragazzo che gioca in questo club deve abituarsi, le pressioni qui sono maggiori». La curva è dalla sua, la proprietà lo ha sempre difeso, con i giocatori nessun equivoco anche se lui dice che sono senza attributi: «Perché sanno che lo dico per stimolarli. E poi quando sono in panchina ho il diritto e il dovere di dire quello che voglio». Di Fiorentina si è parlato meno: «Partita difficilissima, squadra che non dà punti di riferimento, gioca palla a terra, non sai mai chi fa la punta e chi fa l'esterno».

Nagatomo squalificato, Hernanes non al meglio come Palacio, centrocampo inedito con Medel, Kovacic e uno fra M'Vila e Kuzmanovic. CDC