Mazzarri si accontenta: "A Thohir la squadra piace"

Il tecnico rincuorato dall'indonesiano in cerca della prima vittoria: "Il presidente ha apprezzato l'Inter di Napoli. Certo, con meno errori..."

nostro inviato ad Appiano Gentile

Massimo Moratti è a New York dalla figlia e non è detto che oggi rientri. Erick Thohir invece era al Brianteo e intanto il primo è entrato, è solo un derby Primavera ma significa tanta roba, anzitutto non è vero che porti sfiga. Le file dei tifosi si erano già disunite dopo zero vittorie, la sconfitta del San Paolo e uno 0-1 all'esordio contro il Chiasso, rete di Becchio al 43' della ripresa. L'interismo ha queste pieghe eterne. Così Mazzarri ieri mattina con una forza che a volte gli è propria è uscito allo scoperto: «A me Thohir mette serenità».

E poi ha spiegato cosa intendeva: «Io sono qui tutto arrabbiato che non mi do pace per gli ultimi risultati, punti gettati e cose del genere, mentre lui è arrivato e ha detto di apprezzare il lavoro fatto finora. Mi ha perfino fatto sapere che la squadra di Napoli gli è piaciuta e mi ha confermato che la strada è quella giusta». Un crescendo che ha fatto concludere al tecnico che lui, nel derby, vorrebbe vedere la stessa Inter del San Paolo. Con qualche correzione naturalmente perché quattro gol, un palo e un rigore parato non sono esattamente uno splendore. Trova consensi se intende rivedere la squadra viva di Napoli, irriducibile anche quando è stata ridotta in dieci. Ma il resto è stata solo tanta sofferenza, con quattro gol presi in contropiede fuori casa, qualcosa di veramente insolito: «I ragazzi devono entrare in campo in un certo modo -ha spiegato Mazzarri -. Voglio vedere una squadra che esprima un calcio propositivo e piacevole. L'ideale sarebbe giocare come a Napoli eliminando gli errori sui contropiede avversari». E si è entrati nello specifico: «Quando Cambiasso sale, una delle due mezze ali deve fare la diagonale e andare a coprirlo. Con questo movimento protegge la difesa». E non si prendono certe imbarcate. Quindi esiste uno schema, piccole soddisfazioni che fanno sentire meglio il tifoso perché quando gira male ci si mette un attimo a sfasciare tutto, e tre pareggi con una sconfitta negli ultimi trenta giorni non sono decisamente una cavalcata. Il resto l'hanno fatto le tabelle con Stramaccioni che a questo punto stava più su in classifica. A volte basta prendere le cifre che più fanno comodo: se l'Inter vince, manda il Milan a -12 e farebbe trascorrere un gran bel Natale anche al presidente che pare sempre pronto a cercare un buon pretesto per sorridere: «Battere il Milan sarebbe una grande iniezione di fiducia per tutti - ha fatto sapere Mazzarri - ci farebbe crescere in autostima per il resto della stagione. Comunque finora do un voto altissimo alla mia Inter, si è fatto tanto e bene, il giudizio è ottimo».

Se è vero che l'Inter vive di eccessi, vince lo scudetto ed è quello dei record, inforca il periodo d'oro e ne porta a casa cinque di fila, rivince la Champions dopo cinquant'anni ed è Triplete, ecco che qualunque evento è assolutamente possibile e realizzabile. Del resto qui è tutto da scoprire, come Thohir, vince il derby e prende Messi, lo perde e cede tutti, anche Guarin. Ieri Mazzarri non ha voluto parlare di mercato ma ha fatto capire che Fredy sta andando forte e glielo ha anche detto martedì, dopo il giorno di riposo: «Gli ho parlato perché lo meritava. Lui finora era mancato in continuità ma a Napoli è stato perfetto anche sotto questo profilo. Per me ha fatto la miglior partita da quando sono qui. Probabilmente tutte queste voci di mercato lo hanno stimolato positivamente». Pian piano stiamo capendo anche noi: ecco perché Thohir ha detto che sono tutti cedibili. C'è tanta voglia di volerle bene a questa giovane Inter che sembra non abbia ancora imparato a camminare, del resto è quella che si è vista in questi mesi, mica si può trasformare in cigno tutto in un colpo. Eppure niente le è precluso.