Meglio la Roja di questa Croazia

di Franco Ordine

M eglio la Spagna che la Croazia. Può sembrare un paradosso o addirittura un pronostico dal sapore forte di una banale provocazione e invece si tratta di una convinzione autentica. Spiegata da qualche giudizio che qui possiamo approfondire. Innanzitutto perché sarebbe stato peggio incrociare la Croazia. È un cliente molto più complicato per gli azzurri di Conte: è una nazionale colma di fisicità e di cifra tecnica, ha un costruttore di gioco (Modric) che può tessere la tela del gioco al Real figurarsi in questo europeo dal discutibile spettacolo, davanti Manduzukic è un pilastro di cemento armato cui Perisic può dare un grande contributo. Insomma è un rivale col quale le migliori qualità dell'Italia (corsa e grinta) attuale non avrebbero avuto modo di luccicare. Meglio la Spagna, allora. Questa Spagna, naturalmente che ha una parentela lontana con quella affrontata nella finale del 2012 quando rifilò alla Nazionale di Prandelli, crollata sul piano fisico e nervoso, quattro sberle sul muso. È vero, ha conservato la sua qualità migliore che è il palleggio, a centrocampo è custodito il vero segreto oltre che il suo riconosciuto leader e fuoriclasse, Iniesta insomma, ma degli antichi e collaudati meccanismi qualcosa si è perso e non solo per la presenza di Fabregas e David Silva. Nessuno dei due è Xavi. E qui misureremo la capacità di Antonio Conte di riuscire a sottrarsi alla gabbia spagnola per rubare palla, interrompere i dialoghi ravvicinati e ripetuti e ripartire in velocità.

A giudicare dalla sfida di martedì sera con la Croazia, Del Bosque è alle prese con una selezione che è pronta a montare in cattedra ma spesso può anche finire con lo specchiarsi troppo nel suo calcio inimitabile. Perciò ha perso l'occasione di chiudere con il rigore i conti (rigore sciagurato calciato da Sergio Ramos: perché lui il rigorista?) prima di ritrovarsi scoperto, nel finale, il fianco destro dove Perisic ha colpito a occhi chiusi grazie al più tradizionale dei contropiedi. Il portiere, il celebrato De Gea, ha riqualificato il vituperato Casillas con uno sfondone clamoroso e una disattenzione sul gol. In attacco infine Morata è molto noto alla gendarmeria azzurra che ne conosce pregi e difetti e in particolare sa bene dove aspettarlo per evitare che possa sorprenderli come invece è riuscito al primo triangolo riuscito proprio contro la Croazia. Il sistema di gioco scelto dal ct è in grado di garantire maggiore densità a centrocampo e di tenere inchiodati sui due binari difensivi Juanfran e Jordi Alba con Candreva (se riuscisse il recupero) a destra e mister x a sinistra. Niente paura, allora. Meglio la Spagna per tentare un altro colpo di reni lunedì sera a Parigi.