«Meno 6 punti alla Lazio, 4 anni e mezzo a Mauri»

RomaAltro che saldi estivi. Al processo sul filone denominato Cremona-quater, il procuratore Figc Palazzi usa la mano pesante e richiede pene durissime che riportano indietro di due anni, quando ci fu una simile severità per il caso Atalanta.
In totale 21 anni e 6 mesi per i 7 tesserati (il «pentito» Carlo Gervasoni esce subito dal processo con una squalifica di due mesi, in continuazione alle condanne precedenti) e 12 punti di penalizzazione per i tre club deferiti. I più colpiti Stefano Mauri, ieri assente, e la Lazio: 4 anni e 6 mesi la pena richiesta per il capitano biancoceleste, un -6 in classifica e 20mila euro di ammenda (applicabili per il divieto di scommesse) per il club di Formello oggettivamente responsabile. Mauri sarebbe colpevole di due illeciti per le sfide Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio della settimana successiva (3 anni richiesti per il primo, 6 mesi in continuità per il secondo) ai quali vanno aggiunti altri 6 mesi di aggravante e 6 per il doppio divieto di scommesse. Due punti per l'illecito e 1 per l'aggravante, sia per la partita con il Genoa che per quella con il Lecce, è invece il «tariffario» applicato da Palazzi per la società di Lotito.
Nella ricostruzione dei fatti, il pm del pallone ritiene attendibili le testimonianze del grande accusatore Gervasoni, dato che ripercorrono «in maniera fotografica», passo dopo passo, quanto poi ricostruito da tabulati e celle telefoniche, con i numerosi sms tra Mauri, Zamperini, Ilievski, Gervasoni e Aureli nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2011, vigilia della partita con il Genoa, e le 80 telefonate «in tre ore» il 14. Per quanto riguarda la sfida con il Lecce, le rogatorie internazionali confermano come due emissari ungheresi abbiano portato i soldi ai calciatori del club pugliese, con il ruolo di Mauri provato dalle telefonate intercorse tra lui, Zamperini e Ilievski alla vigilia del match. «La richiesta è afflittiva e spropositata anche se fondata su argomenti ben noti, la giudichiamo fondata su presupposti insussistenti che evidentemente partecipano a quell'accanimento nei confronti di Mauri», così Amilcare Buceti, legale del calciatore della Lazio. Che oggi dalle 9.30, insieme ai colleghi Melandri e Gentile, argomenterà la difesa di Mauri e del club, mentre davanti all'hotel romano a pochi passi da via Veneto è attesa la contestazione dei tifosi laziali.
La Disciplinare, presieduta da Sergio Artico, ha negato l'ammissione di testimoni e ha respinto le eccezioni delle difese. Alta la richiesta di pena (3 anni e 6 mesi) anche per gli ex leccesi Benassi, Ferrario e Rosati oltre che per l'ex genoano Milanetto («non merito tutto questo»), due anni per Zamperini e uno per Cassano in continuazione con le pene precedenti. Tre i punti di penalizzazione richiesti per Genoa e Lecce (due per l'illecito, uno per l'aggravante). Richieste destinate - le difese sono ottimiste - a essere ritoccate in basso nella sentenza di primo grado.