Mercato d'inverno inutile? Invece fa cassa e dà la carica

Per Allegri non serve più, Montella spera finisca presto ma le piccole fanno soldi e le grandi cambiano marcia

Ha cominciato Max Allegri: «Dura troppo il mercato estivo: per far lavorare gli allenatori bisognerebbe chiuderlo a metà luglio. E quello di gennaio anticiparlo a novembre». Ha proseguito Montella: «Non vedo l'ora che finisca». Sembra una complicazione e invece è un enorme affare per tutti. A cominciare dal fatturato, estivo e invernale, che nel 2016 ha raggiunto dimensioni clamorose: 4,4 miliardi secondo le ultime stime estese a tutto il mondo del calcio. Tornando al cortile di casa nostra anche quello di gennaio, un tempo considerato di riparazione, è un'occasione da cogliere al volo. Proprio Allegri deve il suo scudetto milanista targato 2011 allo strepitoso lavoro di Galliani (ribattezzato il condor nella circostanza) fatto a gennaio con gli arrivi, decisivi, di Van Bommel e Cassano a costo zero. Ma pure in quest'ultima edizione il numero dei trasferimenti è tale da considerare la sessione invernale tutt'altro che inutile. Il motivo è duplice: tecnico ed economico. Per via del ridotto punteggio delle ultime tre in classifica (Palermo, Crotone e Pescara), non ci sono più rischi di retrocessione e così molti club che un tempo avrebbero rimpolpato la rosa e magari corretto qualche errore, hanno provveduto a fare cassa. Il Genoa di Preziosi è l'esempio più evidente: ha venduto, bene, Pavoletti al Napoli e Rincon alla Juve e ha rivoluzionato lo spogliatoio con una striscia di prestiti (ultimo arrivo Palladino dal Crotone) privandosi anche di Ocampos (il via libera del Marsiglia ha premiato il pressing milanista).

Non solo. Proprio la Juve non è stata a guardare. Intanto Allegri ha ricevuto da Marotta Rincon (è una sorta di Muntari a suo tempo portato al Milan), proprio ieri ha chiesto in prestito dal Wolfsburg Luiz Gustavo in prestito ottenendo un secco diniego, segno che l'esigenza è sempre quella di puntellare il centrocampo dove Marchisio non è ancora in perfetta salute. Evra è partito per il clamoroso litigio col tecnico livornese seguito alla figuraccia di Doha: ma questa è un'altra storia. Forse la vera notizia del giorno nel pianeta Juve è quella di un incontro con gli agenti di Dybala per il rinnovo del contratto.

Prendete le inseguitrici della Juve. La Roma ha appena arruolato Clement Grenier, Lione, prestito, trequartista di 26 anni, «non un apprendista» come reclamava Spalletti ma si è arreso per Defrel per via del prezzo reclamato da Squinzi (25 milioni: forse c'è anche lo zampino di Marotta!). Il Napoli sta limando la panchina (via Giaccherini, Gabbiadini verso la Premier) dopo aver preso Pavoletti e irrobustito il ruolo di centravanti proprio quando Mertens, da finto nueve, sta facendo il fenomeno. L'Inter ha impegnato una cifra monstre per Gagliardini (in cambio a Bergamo hanno puntato su Cristante, una parentesi al Milan, che tra gli ex annovera Pato, il quale lascia il Villareal per sbarcare in Cina da Cannavaro) e proceduto a un drastico taglio della rosa: dopo Felipe Melo, Jovetic e Miangue, anche Gnoukouri è partito (per Udine). Ottimo lavoro di Piero Ausilio, ancora col contratto in scadenza. Il Milan, stretto nei ceppi del passaggio societario, ha accontentato Montella con Deuloufeu e realizzato lo scambio Niang-Ocampos. Il prezzo strappato da Galliani al Watford di Mazzarri e della famiglia Pozzo è da record: poco meno di 20 milioni di euro a condizione che il francese realizzi 8 gol da qui a fine Premier. Solo Lazio e Fiorentina sono rimaste praticamente al palo. Persino nelle retrovie, si son dati da fare. Il Pescara, per esempio, ha cambiato addirittura politica: basta con i giovani, dentro gli esperti Gilardino e Muntari (non è ancora arrivato il transfert) per tentare il miracolo. Fine dei giochi? Neanche per idea. Da qui a martedì prossimo sono previsti altri colpi a sorpresa.