Il mercato a due teste: la normalità dell'Inter, la follia Psg per Neymar

Vecino e Karamoh da Spalletti che blinda Perisic O'Ney litiga con Semedo: addio al Barça vicino

Il calcio europeo, sempre più globalizzato, è ancora in tour: dagli Stati Uniti all'estremo Oriente impazzano le amichevoli di lusso e di conseguenza anche il calciomercato si delocalizza, proponendo incroci in campo e fuori. Come quello tra l'Inter e Antonio Conte, che, dopo essersi annusati per alcune settimane, oggi (alle 13.35 italiane, Premium Sport) si troveranno di fronte da avversari in quel di Singapore. «Non credo che ci sia da far chiarezza su questo argomento - ha glissato il tecnico senza smentire le sue tentazioni -, avevo altri due anni di contratto col Chelsea e ho deciso di continuare perché era giusto così».

Dopo aver rivelato che farà giocare dal 1' Morata ma probabilmente non Rudiger, Conte ha fatto i complimenti a Spalletti. Che però ha altro a cui pensare: farà ancora a meno di Icardi («tornerà in gruppo la settimana prossima se non ci saranno intoppi o rallentamenti») mentre non ha nessuna intenzione di rinunciare a Perisic. «Il discorso per me è già chiuso - ha detto - più passano i giorni e più diventa complicato inserire un altro nel suo ruolo, quindi mi opporrò con forza alla sua cessione». Solo se da Manchester arrivasse Martial la pista potrebbe riaprirsi, altrimenti il croato dovrà farsi passare in fretta il mal di pancia.

Mentre da Singapore l'attuale presidente nerazzurro Thohir spiega che «il nostro modello è diverso da quello del Milan», in centro a Milano il presente si è incontrato col passato: pranzo tra quello storico, Massimo Moratti, Ausilio e Sabatini appena tornati dalla Cina. Con l'aggiunta di Wanda Nara che passava di là e ha salutato la compagnia. Il possibile rientro di Moratti in società con una carica non era all'ordine del giorno, questi sono momenti caldissimi per le trattative. Dalbert è in dirittura d'arrivo, Vecino è atteso lunedì per le visite mediche e pure per Karamoh del Caen manca pochissimo, ma in compenso si allontanano i due obiettivi più grossi: l'altroieri Vidal non ha incontrato l'Inter sul campo e non la incontrerà neppure da qui al 31 agosto, perché Rummenigge ha ribadito che «quando il Bayern dice no, è no»; per quanto riguarda Di Maria, invece nelle ultime ore sembrano essersi fatti sotto sia il Manchester United che il Barcellona.

Per i blaugrana l'argentino potrebbe essere il sostituto di Neymar, il cui matrimonio col Psg sembra scritto. Al contrario di quello tra Mbappé e il Real, che si starebbe complicando, in Francia sono sicuri che l'affare dell'estate si chiuderà tra lunedì e martedì. E intanto O'Ney dà segni di nervosismo: prima ha litigato in allenamento col nuovo compagno Nelson Semedo, poi ha annullato un evento commerciale in Cina programmato per lunedì: «motivi di mercato», secondo lo sponsor, smentito poi dal brasiliano che spiega di essersi rifiutato a causa di un tentativo di ricavare denaro dal suo incontro coi fans.

Intorno a questa telenovela ruotano altre trattative potenziali a cominciare da quella per Dybala. «Offerte dal Barça? Chiedete alla società», ha detto un sibillino Paulo. In realtà molto dipende da lui, perché la Juventus vorrebbe tenerlo ma se chiedesse la cessione sarebbe complicato mettersi di traverso. Dopo averlo battuto sul campo i bianconeri cercano di portare via Matuidi al Psg, ma al momento tra domanda e offerta c'è ancora distanza. A proposito di incroci sarà interessante scoprire con quale maglia Keita Baldé giocherà la Supercoppa del prossimo 13 agosto: il giocatore vuole solo la Signora che però offre poco alla Lazio, quindi lo stallo può proseguire ancora a lungo con l'Inter spettatrice interessata. E domani a Foxborough (ore 22 italiane) c'è Juve-Roma: Manolas, come l'ex Szczesny, marcherà visita per un acciacco. «È felice e resta», ha detto Monchi. Ma l'aveva detto anche di Rudiger.