Messi sogna già la sfida con Ronaldo. Sampaoli: "È la nostra luce, un genio"

La Pulce leader nello spogliatoio, ma a volte cede alla pressione. E ora vuol far fuori i galletti per affrontare il rivale portoghese

Gli argentini sono uno dei popoli più focosi al mondo ed è forse proprio per questo motivo che si accendono nei momenti più caldi. Loro sono fatti così: sfiorano l'inferno con un dito, ma poi, proprio nel momento in cui sembrano spacciati, riescono a trovare le forze per rialzarsi e fare grandi cose. Nella vita come nel calcio. Lo abbiamo visto nove mesi fa nella sfida decisiva per la qualificazione mondiale contro l'Ecuador e ne abbiamo avuto la conferma martedì scorso con la Nigeria: la Selección quando sembra senza speranze, alla fine non muore mai.

A Quito come a San Pietroburgo, il protagonista è stato sempre lo stesso. Se l'Argentina è arrivata al Mondiale e ora può giocarsi gli ottavi con la Francia lo deve al suo numero diez, Leo Messi. Contro l'Ecuador, la Pulga ribaltò il risultato con una tripletta da fenomeno, contro la Nigeria ha aperto le danze con un gol sontuoso. L'equazione è semplice: se Leo gira, l'Argentina gira. «È la nostra luce, fa cose che solo un genio può fare», ha sottolineato ieri Sampaoli. È chiaro, quindi, (ma non lo scopriamo adesso) che l'Argentina è Messi-dipendente: il fenomeno del Barcellona è capitano e leader di una squadra che senza di lui si scioglie. Lo ha dimostrato anche durante l'intervallo nella sfida con la Nigeria, quando il Dieci ha chiamato a rapporto i compagni per motivarli al massimo in vista della ripresa.

Leo è conscio del suo ruolo fondamentale, ma a volte questo peso può giocare brutti scherzi e trasformarsi in una pressione ignifuga, che non gli permette di accendere il fuoco che ha dentro di sé. Da qui le prestazioni da dimenticare contro Islanda e Croazia. Una situazione resa ancora più complicata dalla presenza di Maradona in tribuna, colui che è riuscito in ciò che Messi continua a fallire: portare l'Argentina in trionfo. Un paragone che Messi soffre tremendamente, un fantasma che continua a tormentarlo.

Il suo Mondiale è iniziato come peggio non poteva e ha rischiato seriamente di finire in dramma sportivo, con un'eliminazione che avrebbe avuto del clamoroso. Ma, quando l'inferno sembrava ormai dietro l'angolo, ecco che è divampato il fuoco argentino e si è finalmente rivisto il vero Messi. Si può dire, quindi, che per l'Argentina e per il suo capitano oggi con la Francia parte un nuovo Mondiale. Il girone da incubo è alle spalle, ora in casa albiceleste c'è la volontà di andare avanti tutti uniti per lo stesso obiettivo. «Ci sentiamo più sicuri e stiamo molto bene. Dobbiamo abituarci a vincere e continuare a lavorare» le parole di Fazio lo confermano.

Se dovesse passare, l'Argentina potrebbe trovare ai quarti il Portogallo, il che sarebbe l'ennesima puntata (ma primissima in un Mondiale) della sfida infinita tra Messi e Cristiano Ronaldo. Un appuntamento al quale la Pulce di certo non vuole mancare. Prima, però, c'è un ottavo da vincere contro la Francia, considerata tra le favorite per il titolo. Forse per un'Argentina ferita e con tanta voglia di riscatto, miglior avversario non poteva esserci. Se Leo è davvero tornato Messi, sarà davvero una sfida infuocata.

Commenti

Antonio Chichierchia

Sab, 30/06/2018 - 18:02

Valcareggi fece entrare Rivera a sette minuti dalla fine, l'Argentina tiene in panchina Dy Bala, l'unico in grado di colloquiare con Messi ... quando ci si "intigna" si paga.