Dal Messico a Madrid perché i panzer ci fanno sorridere

Partita sempre stregata per i tedeschi anche se purtroppo la storia non gioca

Italia-Germania? Un classico, come l'aumento del prezzo della benzina alla pompa. Prima o poi ci capita. Di solito pagano i tedeschi, questo dice l'almanacco, questo dice il campo e il football non dice bugie. Passano gli anni e la storia resta uguale, una specie di condanna a vita per la Mannschaft che vanta l'ultimo titolo mondiale in casa addirittura dei brasiliani e con quale batosta vergognosa. Dunque non ci sarebbe partita, non ci sarebbe sfida perché la Germania è sempre über alles, scrivi Merkel o Bundesbank e a che cosa pensi? Ma dici anche Volkswagen e allora occhio ai trucchi.

Troviamo conforto nelle immaginette sacre, quel quattroatre di Messico '70 è una leggenda, pure con lapide all'Azteca, pure un film, pure libri e sceneggiature, Rivera e Albertosi, Boninsegna e GiggiRiva, roba fortissima che nessun reset può cancellare.

Seguono altre fotografie e memorie, il 3 a 1 di Spagna 82, altra notte magica, Cabrini sbaglia un rigore, la moglie Consuelo lacrima in tribuna, sembra l'inizio della fine ma i tedeschi non sanno di Tardelli, del colpo di tacco di Scirea a mettere in azione gli altri, di Altobelli, di Paolo Rossi e di Bearzot, l'immagine di Uli Stielike stremato e giacente nella porta tedesca è il simbolo della disfatta dei bianchi di Germania.

Corro a Berlino, vengo a dieci anni fa, data ormai lontanissima davvero, vincere in casa loro è il massimo del godimento, vincere battendoli sul gioco e sulla tenacia, vincere con il gol di un difensore, Grosso, poi eroe dell'ultimo rigore mondiale, ancora di più, il raddoppio di una crapa rasata, Del Piero, come ciliegia sullo strudel, Die Grosse KO, si potrebbe scherzare ma allora fu davvero una vergogna nazionale, soprattutto perché patita contro gli italianucci, quelli che fanno i camerieri o i mafiosi, quelli da prendere in giro sulle coste adriatiche. Nein.

I tedeschi veri siamo noi, nel calcio almeno ci prendiamo la rivincita sulle posizioni intransigenti di frau Angela e di tutto quello che si porta appresso il Paese suo, tra epoca nazista e post.

Dunque la partita di sabato sera ha precedenti stimolanti, questo potrebbe risultare un problema. Mai fidarsi della storia, la Spagna ci dovrebbe avere insegnato qualcosa, abbiamo ribaltato non soltanto il pronostico ma proprio le cifre dell'almanacco. Così la Germania, ha le stesse voglie e poi un titolo mondiale lucidato anche con il suo club più importante il Bayern di Monaco che ha concesso la grande illusione alla Juventus per poi umiliarla all'ultimo respiro. Quella lezione è stata imparata a memoria dai nostri, juventini e non. E poi Loew non è Guardiola. Sta passando alle cronache per come sa usmarsi, dita, mani e altro, roba schifosa che ha fatto il giro veloce sui social, diventando più virale dei gol di Gomez e cameraden.

La Germania fa comunque paura a prescindere. Fa paura la sua fisicità, fa paura la sua assidua presenza nelle grandi competizioni, fa paura la sua fortuna ma, alla fine, i minuti sono novanta, come la paura appunto, ma vanno giocati, vanno affrontati come è stato fatto, battendo il Belgio e la Spagna. Il fatto è che sul manifesto ci sta scritto Germania e basta la parola per provocare turbamenti corporali. I tedeschi, come loro malacreanza, ci deridono, descrivono la nostra squadra come una formazione di vecchietti, così scrive la Bild, il foglio boulevard che scalda la pancia dei panzer, così allude anche Loew, tra una odorata e l'altra. Poi verrà il campo e verranno alla mente quelle fotografie di cui sopra. Città del Messico, Madrid, Dortmund, Varsavia. Ubriachi di gioia. Infatti stavolta giochiamo a Bordeaux. Prudenza con il vino. E con il pallone.

Commenti

Klotz1960

Mer, 29/06/2016 - 08:39

"I Tedeschi veri siamo noi" - frase da Italiano veramente complessato, senza speranza.

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BenFrank

Mer, 29/06/2016 - 09:04

Aspettiamo la fine della partita per ridere... Stavolta i krucchi sono veramente più forti, e con veri giocatori di livello mondiale, della nostra nazionale di onesti operai del pallone. Si può vincere, si, ma oltre che il pieno impegno dei ragazzi in casacca azzurra, servirà l'aiuto di tutti i Santi Patroni d'Italia, da Sant'Ambrogio a Santa Rosalìa, passando per San Francesco (quello vero) e San Gennaro...

acam

Mer, 29/06/2016 - 09:30

Marconi ce lo hanno rubato gli inglesi e ora anche conte

FRANKBENELLI

Mer, 29/06/2016 - 09:39

DIMENTICARE, nell'attualità della situazione, i vari successi ottenuti con i Tedeschi nel passato, perché porta una sfiga della Mad...a. Occorre andare in campo con la ferma convinzione di farcela. Vivo fra USA e Caraibi. Qui, quasi tutti, tifano Italia. Speremm.

marcosabelli

Mer, 29/06/2016 - 10:06

Siamo come l'Argentina, un paese allo sbando e prossimo al default, cdhe si concentra sulle sciocchezze del calcio.

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gattofilippo

Mer, 29/06/2016 - 10:18

Forza azzurri, asfaltateli. Se li battete doppia goduria, la prima perchè loro sono i più bravi al mondo e la seconda perchè così si inca.zza.no di brutto.

giovauriem

Mer, 29/06/2016 - 10:22

egregio damascelli con questo articolo ha superato feltri sia nella sostanza dei fatti che nell'ironia( che ci vuole sempre quando uno schettino parla di franz e franz diventa francesco e scettino diventa schettinen , come ebbe a dire sallusti)

linea56

Mer, 29/06/2016 - 10:50

L'Italia per piu' di quarant'anni le ha sempre prese dalla Cecoslovacchia eppure quest'ultima non era considerata.E' vero che L'Italia nel 70 vinse 4 a 3 ma i tedeschi fecero due giorni prima i supplementari con l'Inghilterra(non mi si venga dire che e' una scusante visto che molti ritengono che la batosta finale col Brasile era dovuta alla stanchezza per la summenzionata partita).Lo stesso dicasi per il mondiale dell'82 che oltre per lo strano pari con il Cameroun la Germania incontro' l'Italia dopo aver fatto due giorni prima i supplementari con la Francia.Le uniche vittorie nette dell'Italia sono quelle del 2008 e del 2012. Inoltre sarei felice che l'ardore patriottico sia vivo non solo in tali palcoscenici ma anche in quelli in cui un popolo come quello Italiano venga rispettato per il proprio valore storico, culturale,ecc. Giuseppe

Ritratto di gattofilippo

gattofilippo

Mer, 29/06/2016 - 14:29

@linea56, nel 2008 Itala e Germania non si sono incontrate, voleva forse scrivere nel 2006 dove abbiamo fatto piangere una nazione intera sconfitta in casa propria in un campo imbattuto per 2 a 0. Forza azzurri, sempre.

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Italia Nostra

Ven, 01/07/2016 - 15:18

acam - E che doveva fare poveraccio ? In Italia non gli credeva nessuno! Siamo il solito popolo di invidiosi... e comunque da oltre 500 anni facciamo fuggire i talenti. Bella roba...