È in mezzo al campo l'isola del tesoro Juve

Costati undici milioni in due: Vidal è un jolly onnipresente. Pogba il presente e il futuro della squadra bianconera

Undici milioni in due. Il costo dell'investimento dovrebbe far pensare a roba da mercatino dell'usato. Sicuro, però. Arturo Erasmo Pardo Vidal e Paul Labile Pogba oggi valgono, cinque, sei volte, scegliete voi il numero "di più", la cifra del valore contemporaneo è multimilionaria. La Juventus ritrova in mezzo al campo l'isola del tesoro, come insegna la sua storia da sempre, partendo da Boniperti, passando da Del Sol a Benetti, arrivando a Tardelli, senza dimenticare altri mattatori di quella zona centrale, a volte trascurata ma che rappresenta la vera chiave di lettura di una grande squadra. Vidal e Pogba hanno punti in comune nell'improbabile e inguardabile taglio dei capelli, nel tiro a rete, feroce, nel senso tattico, più energico quello del cileno, più felino quello del francese. C'è stato un periodo durante il quale Conte non gradiva i comportamenti di Pogba, la sua leziosità, colpi di tacco, sufficienza negli allenamenti e la legge del salentino portò alla sentenza, fuori, ad imparare, osservando come si diventa campioni, mangiando l'erba e non pettinandola soltanto. C'è stato un periodo grigio anche per Vidal, colpa della sua testa sudamericana, di frequentazioni e comportamenti sbilenchi in terra cilena. Stesso presidente di tribunale, Conte Antonio, stessa sentenza, pubblicata senza clamore, tenuta sotto traccia, come il caso Anelka, un'illusione che costa un milione e duecentomila euro alla società. Arturo Vidal è figlio di Erasmo, un padre poco padre che abbandonò la famiglia, moglie e cinque figli per poi ritentare un riavvicinamento, inutile, quando Arturo, pur conservando il cognome paterno, incominciò a essere Vidal e basta, calciatore del Colo Colo e del Bayer di Leverkusen, roba buona, denaro contante e abbondante. La scorsa estate fu il solo juventino a ricevere richieste dall'estero, dalla Germania, per gli altri soltanto voci, rumori, prestiti gratuiti. Oggi Vidal è il jolly improvviso che esce dal mazzo juventino, in ogni zona del campo, risultando il battitore libero per ogni compagno di squadra.

Paul Pogba sta percorrendo lo stesso binario, con una pulizia tecnica superiore, una forza fisica non del tutto espressa (!!), una personalità già annunciata quando a sedici anni gli venne data la fascia di capitano della nazionale giovanile francese. Oggi, a vent'anni, Pogba è il passato ignorante di Ferguson al Manchester United, è il presente e il futuro della Juventus di Conte e della nazionale di Deschamps, ex colleghi juventini, ex centrocampisti, guarda un po' le combinazioni, con analogie ai due eredi contemporanei.
Vidal e Pogba sembrano poter migliorare il loro identikit professionale, la maturità del cileno, la maturazione del francese non rientrano negli undici milioni e mezzo spesi all'origine. Questo è stato il bingo di Andrea Agnelli, insieme con la scelta dell'allenatore. Il presidente ha dimenticato di ricordarlo a Simon Kuper del Financial Times. Il nostro calcio sarà provinciale, sarà diventato il punto di passaggio dei migliori ma Pogba e Vidal sono alla stazione di arrivo e non di transito. Ovviamente molto dipenderà da chi sarà chiamato a decidere: i procuratori o il padrone della Juventus?