da mezzo miliardo

sempre uguale a se stessa, ci potete scommettere. Così il suo tecnico che non ha detto: Garcia è bravo oppure intelligente. Si è limitato a un: «è scaltro». Italianissimo modo per essere cortese, non di più.
In tal senso Rudi Garcia è molto più internazionale, un uomo a più ampio respiro nel modo di comportarsi e confrontarsi. Ha evitato ogni polemica, non ha acceso i fuochi secondo la traccia di quello Zeman che l'anno passato mise paglia e fuoco eppoi andò arrosto (4-1). La Roma di Zeman è sfumata presto ed ha rischiato di finire nei soliti burroni della sua storia. Garcia ha raccolto cocci dispersi in due anni di tentativi e, con un formidabile bostik, ha riassestato un credo e una credibilità. Ha proposto un bel gioco, solido anche in fase difensiva, alla faccia di francesi e francesismi calcistici, ha trovato uomini adatti, convinto Totti e De Rossi a credergli senza remore mentali. Se, a fine campionato, avrà portato la Roma ad un testa a testa con la Juve, avrà vinto il suo scudetto. A quel punto Conte se la sentirà di dire che non è solo scaltro, ma anche bravo? E stasera, comunque vada, non avranno vinto Conte o Garcia, ma Juve o Roma. Le squadre si meritano questa riaffermazione di credibilità. Partita che non vale lo scudetto, ma è da scudetto. Oggi non cambierà il futuro della Juve. La Roma, invece, capirà quanto vale. Dicono i numeri che nei secondi tempi quest'anno sono micidiali, hanno ottenuto più punti. Insieme promettono di non farci annoiare: sarà lo scudetto che potranno sventolare sempre. Poi, in primavera, chissà che non si replichi. E allora conterà la parola scudetto.